... che lo specchio non si deforma...
che io sia guarita?
Se così fosse, sono triste, mi manca tutto il mondo dillà...
mercoledì 28 febbraio 2007
lunedì 19 febbraio 2007
Sulla scomparsa di un libro.
Pasqua di sangue di Ariel Toaff.
Per chi non lo sapesse Ariel Toaff è il figlio del rabbino di Roma oltre ad essere uno storico.Una decina di giorni fa è uscito per Il Mulino un suo nuovo libro.
Pasqua di sangue, è un libro di storia che tra le altre cose parla dei sacrifici umani che gli ebrei avrebbero compiuto, nel corso dei secoli, per festeggiare la pesach.Il libro è stato ritirato il 15 febbraio, dopo soli sei giorni dalla pubblicazione.
Ha creato un caos enorme, c'è chi dice che lo stesso Toaff ne ha chiesto il ritiro (corriere della sera) notizia però smentita appunto dallo storico.
C'è chi dice che è stata la comunità ebraica a volerne il ritiro.
L'unica cosa certa è che il libro è di nuovo in ristampa con le DOVUTE CORREZIONI. A casa mia questa si chiama CENSURA.
domenica 18 febbraio 2007
venerdì 16 febbraio 2007
Il fortino
Finalmente ho avuto il coraggio di parlare delle emozioni e delle paure.
Sono capace di viere grandi emozioni, e altrettante paure, altrettanto grandi, mi bloccano.
Ci sono episodi ben precisi che mi han portata a vivere nella paura, alcuni relativamente recenti, altri "antichi" di cui non mi sono ancora liberata o per meglio dire non ho accettato.
Entro nella "mia testa" come se fosse una mansarda, ho rovistato tra gli "oggetti-ricordi", che sono lì riposti, non dimenticati, ma impolverati e non immediatamente proiettati e proiettabili nel presente.
Un po' come i paletti dei moli quando sale la marea, non si vedono più con l'acqua alta, ma ci sono.
Ho paura di essere abbandonata, e vivo la non-presenza come un lutto.
Allora ho cominciato a negarmi. Prima ho negato me stessa a me stessa. Spersonalizzandomi, facendo soltanto quello che gli altri si aspettavano da me. Ero una proiezione.
Mi sono ribellata. Per affermarmi, mi sono messa a dura prova. Ho scoperto di avere una grande forza di volontà, peccato che era volta all'autodistruzione.
Ho smesso di negarmi a me stessa, ho cominciato a negarmi agli altri.
Per un periodo di tempo è come se mi fossi rinchiusa in un fortino e la mia unica preoccupazione, direi ossessione, è stata quella di non far avvicinare nessuno, ventiquattro ore su ventiquattro di vedetta. Come un soldato reso pazzo dall'orrore, non mi rendevo conto che potevo abbassare le armi.
E ora... un po' distruttiva lo sono rimasta.
Ma soprattutto, credo, non di saper comunicare amore. Sì con gli amici sì, mi è naturale.
Ma non quando ho un altro tipo di rapporto, come dire "amoroso", ecco in questi casi sono terrorizzata, non mi scopro... non riesco a comunicare i sentimenti che provo, non so essere chiara e diretta. Non riesco a comunicare quanto è importante una persona per me. Ho paura di scoprirmi, ho paura di farmi male, ho paura di fare male... e così le persone mi sfuggono, perchè probabilmente non so farle sentire amate e importanti.
Su quest'ultimo punto devo ancora pensarci... non mi è chiaro.
mercoledì 14 febbraio 2007
Credo
Credo nel mistero di una mano... in quello che possono comunicare le mani delle persone.
Credo nel scarpe delle persone, guardando le scarpe si può capire molto.
Credo nelle mie ossessioni, come diceva qualcuno, senza la mia paura mi fido poco.
Credo nel potere dell'immaginazione, nel suo potere di trascendere la morte, nel suo potere di plasmare il mondo e nel suo potere di poter liberare la verità nascosta in ogni persona.
Credo nei morbi che mangiano la mente, nella pazzia, nella verità, nel buon senso di una ferita che gronda sangue.
Credo che gli orologi siano perfidi.
Credo nell'impossibilità di vivere, e nella facilità dell'esistenza.
Credo nelle perversioni, nella morte civile e nella morte delle emozioni.
Credo ai pretesti e credo anche alle ragioni.
Credo a tutte le mie allucinazioni, alla rabbia e alle fantasie.
Soprattutto credo a tutti i miei sbagli.
domenica 11 febbraio 2007
Comunicare
... La morte non è
nel non poter comunicare
ma nel non poter più essere compresi...
P.P.P.
E io... mi sento defunta... da tempo.
mercoledì 7 febbraio 2007
Piccole Cose
Piccole cose, come un sorriso, una parola, un abbraccio...
Queste sono le cose per cui vivo, che mi rendono felice!
Regali e al contempo regali anche a te.
Negli ultimi tempi ho vissuto una serie di "piccole cose" che mi rendono felice.
Andare a casa di lui e trovare incorniciata "la frase" che gli hai regalato.
Le sue parole sempre confortanti...
L'espressione di sorpresa dipinta sul viso di un caro amico quando ti vede arrivare "a sorpresa".
La moglie del sudetto caro amico che ti dice che vuole comperarsi il rosso per dipingersi il naso... dopo che glielo hai fatto tu!
Sentirsi coccolati e vicini nonostante la distanza.
MI SENTO FELICE E FORTUNATA!
Queste sono le cose per cui vivo, che mi rendono felice!
Regali e al contempo regali anche a te.
Negli ultimi tempi ho vissuto una serie di "piccole cose" che mi rendono felice.
Andare a casa di lui e trovare incorniciata "la frase" che gli hai regalato.
Le sue parole sempre confortanti...
L'espressione di sorpresa dipinta sul viso di un caro amico quando ti vede arrivare "a sorpresa".
La moglie del sudetto caro amico che ti dice che vuole comperarsi il rosso per dipingersi il naso... dopo che glielo hai fatto tu!
Sentirsi coccolati e vicini nonostante la distanza.
MI SENTO FELICE E FORTUNATA!
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