Il DUE agosto ho scritto:
E' possibile mai che c'ho una mezza cosa che mi va per il verso giusto e poi il resto sembra sgretolarsi e il pezzo più grosso è un granellino di sabbia?
Perchè è esattamente quello che accade.
Ogni cosa per me, per vari motivi, è una smaronata di balle un po' più grossa rispetto ad una persona qualunque.
No che poi me vengono i fantioli, la rosolia e quant'altro, quando vedo che si sprecano tante forze in cazzate... quando se si convogliassero in altre cose la vita di parecchia gente sarebbe migliore. Ma... me ne fotto. Non è un problema mio.
E' pure vero che sono particolarmente intollerante in questo periodo.
E c'ho mille motivi per esserlo.
In questo momento non dovrei essere qua, ma a fare tutt'altro e in compagnia di ragazzi e persone splendide.
Invece sto qua... appesa ad un filo. E stavolta mi sto pure spaventando. Forse esagero... è possibile, ma ne ho le palle piene... una goccia, una sola goccia e sbrocco!
Che io me so rotta i coglioni di lottare.. avrò fatto qualche grave torto in una vita passata, altrimenti non me lo spiego.
Sono ben 6 anni che mi ripeto... dai questo sarà migliore... ma pare che quello migliore non arriva e che cazzo!
Non è che chiedo molto, un pizzichino in più di tranquillità, alcune cose me le tengo pure... chè sicuramente mi hanno reso la persona che sono oggi e non rimpiango nulla e non mi lamento più di tanto. Ma basta! ho già dato abbastanza per i prossimi trent'anni.
Che mi dico pure... non devi aspettarti nulla... nei momenti importanti, nei momenti critici SEI SEMPRE SOLA.
Non è così! Ci sono persone, pescate anche qui, che consapevolmente o no... mi stanno aiutando tantissimo!
Ma c'è anche da chi mi sarei aspettata un po' più di pazienza e vicinanza che non me l'ha data. Prendo atto. Me ne fotto... alla fine non avanzo niente da nessuno e nessuno avanza niente da me!
C'è poi alla fine c'è pure chi mi ha stupita... c'è pure qualcuno con cui vorrei chiarire due tre cosette... ma mo non c'ho testa... ma arriverà quel momento!E comunque in tutto sto sconclusionamento io volevo dire solo GRAZIE a qualcuno.
Chi sa... SA!
E gli arriva il GRAZIE!
AMEN!
E forse come mi ha fatto notare Diab...
La sua risposta:
Conosco la tua sensibilità, il tuo modo puro di rappresentarti al mondo...
ma le persone a cui sono legata... non stanno sotto una cupola di cristallo.
Non è tutto un "ci sono io qui con te"...
Non è tutto....baci e abbracci.
La verità è che siamo sempre SOLI...non conta avere gli altri accanto, anche quelli a cui dire GRAZIE, per la loro presenza affettuosa.
Forse, il problema è proprio questo.
La forza non dobbiamo prenderla da chi sta fuori di noi...
Cosa possono provare gli altri? TENEREZZA? COMPASSIONE? PENA? (di rado provano EMPATIA, quella vera...quella che pochi esseri umani ti sanno dare).
Ma solitamente questi sono i sentimenti che chi ci sta accanto prova, nel vederci affondare. Qualcuno ci porge una mano, per tirarci su...
Qualcuno, che magari neanche ci conosce bene, ci dice qualche parola "carina".
Ed è commuovente, ma...non basta.
Meglio aggrapparsi bene...ed essere capaci a risalire da soli...per saperSI AFFRONTARE, la volta dopo...
Si perchè è un po' una battaglia con se stessi, con le proprie debolezze. Bisogna respirare bene, riconsiderando gli eventi, le persone, le cose.
Considerare...che noi siamo fragili, ma anche gli altri lo sono (per quanto facciano tutto per mascherarsi).
Se sei abbastanza forte per resistere, le delusioni non ti faranno più male...Non è facile...astrarsi dal brutto che ci sta intorno.
Certe volte avresti voglia di astrarti anche dal bello...perchè la bellezza spesso spaventa più della bruttezza...
Tutto è vacuo, però...una e l'altra.
E forse non vale la pena piangere....qualcosa che è sempre perdita...perdita di qualcosa, di qualcuno.
Non è bene fidarsi....la verità è questa.
La vita ci fa perdere...l'innocenza.
Non bisogna mai fidarsi delle parole.
Perchè sono vacue come tutto il resto.
Le persone per farti starci bene sono capaci di dirci grandi bugie.Per questo forse, preferisco non avere nessuno intorno, quando sto male.
Perchè non voglio bugie.
E non voglio sentimenti dettati dalla circostanza.
E d'altro canto...siamo sempre e solo SOLI, quando ci scontriamo con i nostri dubbi esistenziali, con le nostre paure...e anche con le fragilità (e talvolta l'insanità mentale) altrui, che condizionano la nostra vita.
Ma tant'è....che così va il mondo...e non c'è modo di cambiarlo.
Bisogna solo alleggerire il carico emotivo...che certi eventi ci provocano.
Imparare ad affrontarli, senza mettere in discussione tutto...ogni volta.
Mettere in saccoccia le esperienze....e trarre un qualche insegnamento, cercando di non diventare troppo aridi, rispettando la nostra umanità.
Un bacio cara.
Io metto in saccoccia queste tue parole...
Altro giro e altra corsa.
Si parte!
mercoledì 8 agosto 2007
domenica 29 luglio 2007
Dialoghi di una domenica di mezza estate...
F.: che palle!!!almeno ascolto vivaldi!
S.: Sei ancora a casa? ma non devi annà a lavorà? Controlla se c'hai Babylon di Viktor Pelevin, fa qualcosa di utile!
F.:già ordinato Pelevin, sono in libreria!
S.: Allora... LAVORATOREEEEEEEEEEEEE PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR ihihihihihhihih P.s.: nun me menà!
F.: abbasso la tua religione!
S.: Sono agnostica... indi per cui...SGC che è l'acronimo di Sti Gran Cazzi!
F.: Sei volgare!
S.: me ne batto i coglioni!
F.: aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa che palle, gente di merda!!!!
S.: seeeeenta scusiiiiiiiiiiiiii CCCCCCCiovaneeeeeeeeeeeeeee ce l'ha ultimo libro di Danielle Steel? CCCCCCCCCcioooooooooooovaaaaaaneeeeeeeeeeeeeeeeee, che bei tatuaggi mi da il numero del suo tatuatore?
CCCCcccciiiiiiioooooooooooooooovaaaaaaaaaaneeeeeeeeeeeeeeee
ahahahahahahahahhaha
F.: piccolo genio!!!che farai in questa domenica di sterco?
S.:tediooooooo domenicaleeeee quanti amori frantumaaaaaa
tediooooooo domenicaleeeee quanta droga consumaaaaa
Cazzolina io la droga non ce l'ho, c'ho solo due lattine di Peroni! Me ce sciacquo le budella!
Mah... sto a casa... perchè io odio la domenica... la ignoro, faccio finta che non c'è, sisi
E lei e lei? Dopo il lavoro (lavoratoreeee prrrrrrr), che combina? CCCCCCCCiovaaaaaaneeeeeeeeeeeee mi da l'ultimo romanzo della Tamaro?
F.: ma agganci o angeli a pezzi?e poi non ricordo! te lo devo prendere oppure me lo hai consigliato?
S.: Sei ancora a casa? ma non devi annà a lavorà? Controlla se c'hai Babylon di Viktor Pelevin, fa qualcosa di utile!
F.:già ordinato Pelevin, sono in libreria!
S.: Allora... LAVORATOREEEEEEEEEEEEE PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR ihihihihihhihih P.s.: nun me menà!
F.: abbasso la tua religione!
S.: Sono agnostica... indi per cui...SGC che è l'acronimo di Sti Gran Cazzi!
F.: Sei volgare!
S.: me ne batto i coglioni!
F.: aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa che palle, gente di merda!!!!
S.: seeeeenta scusiiiiiiiiiiiiii CCCCCCCiovaneeeeeeeeeeeeeee ce l'ha ultimo libro di Danielle Steel? CCCCCCCCCcioooooooooooovaaaaaaneeeeeeeeeeeeeeeeee, che bei tatuaggi mi da il numero del suo tatuatore?
CCCCcccciiiiiiioooooooooooooooovaaaaaaaaaaneeeeeeeeeeeeeeee
ahahahahahahahahhaha
F.: piccolo genio!!!che farai in questa domenica di sterco?
S.:tediooooooo domenicaleeeee quanti amori frantumaaaaaa
tediooooooo domenicaleeeee quanta droga consumaaaaa
Cazzolina io la droga non ce l'ho, c'ho solo due lattine di Peroni! Me ce sciacquo le budella!
Mah... sto a casa... perchè io odio la domenica... la ignoro, faccio finta che non c'è, sisi
E lei e lei? Dopo il lavoro (lavoratoreeee prrrrrrr), che combina? CCCCCCCCiovaaaaaaneeeeeeeeeeeee mi da l'ultimo romanzo della Tamaro?
F.: ma agganci o angeli a pezzi?e poi non ricordo! te lo devo prendere oppure me lo hai consigliato?
continua...
giovedì 26 luglio 2007
No...
...No e ancora no!
La piega che sta prendendo non mi piace proprio...
Perchè mettere le mani avanti?
Perchè non lasciare che le cose siano e basta?
Con il tempo si matura e si dovrebbe avere meno paura.
Ma si è più spavaldi a 15 anni... a 30 si diventa dei cagasotto. O semplicemente più egoisti... IOcentrici.
Io non ho tempo da perdere.
La piega che sta prendendo non mi piace proprio...
Perchè mettere le mani avanti?
Perchè non lasciare che le cose siano e basta?
Con il tempo si matura e si dovrebbe avere meno paura.
Ma si è più spavaldi a 15 anni... a 30 si diventa dei cagasotto. O semplicemente più egoisti... IOcentrici.
Io non ho tempo da perdere.
sabato 21 luglio 2007
mercoledì 18 luglio 2007
domenica 15 luglio 2007
sabato 14 luglio 2007
Visto da lei...
Eri seduto lì, pensoso, quasi mesto, all'ombra di un albero che in tempi remoti ha accolto, tra i suoi rami, il doloroso pentimento di un traditore.
Ora è bruciato da luce arancione, scosso dalla brezza leggera, sussurra i suoi ricordi a chi può intendere.
In piedi, non una parola, succhio il fumo, brucia nella gola e nel petto... Siamo fatti di silenzi e di tempo... Tempo che a tratti scorre lieve e lento, più spesso, cavalca via le ore.
Silenzi che pesano; densi.
Uno sguardo nascosto da occhiali scuri.
Odore di pelle, non mia, addosso.
Il rumore, leggero, delle foglie e la musica, accompagnano un pensiero che mi canta in testa, come fosse un'antica nenia, o forse un salmo...
E' questo l'amore?
E' questo l'amore?
E' questo l'amore?
E' questo l'amore?
...
Ora è bruciato da luce arancione, scosso dalla brezza leggera, sussurra i suoi ricordi a chi può intendere.
In piedi, non una parola, succhio il fumo, brucia nella gola e nel petto... Siamo fatti di silenzi e di tempo... Tempo che a tratti scorre lieve e lento, più spesso, cavalca via le ore.
Silenzi che pesano; densi.
Uno sguardo nascosto da occhiali scuri.
Odore di pelle, non mia, addosso.
Il rumore, leggero, delle foglie e la musica, accompagnano un pensiero che mi canta in testa, come fosse un'antica nenia, o forse un salmo...
E' questo l'amore?
E' questo l'amore?
E' questo l'amore?
E' questo l'amore?
...
venerdì 13 luglio 2007
all'una e trentacinque circa...
ma di sicuro era più tardi... mooolto più tardi.
M.: Vuoi due pesche sciroppate?
S.: Mmmmm, Sì!
M.: Come... sì?
S.: Sì!
M.: Emmò... me tocca arzamme?!?!?
S.: No, dai, le prendo io...
M.: No, no, stai... le vado a prendere io, ne ho voglia.
S.: Va bene, come vuoi...
M.: Ronf ronf ronf ronf zzzzz zzzzz zzzzz
S.: O_O
M.: Vuoi due pesche sciroppate?
S.: Mmmmm, Sì!
M.: Come... sì?
S.: Sì!
M.: Emmò... me tocca arzamme?!?!?
S.: No, dai, le prendo io...
M.: No, no, stai... le vado a prendere io, ne ho voglia.
S.: Va bene, come vuoi...
M.: Ronf ronf ronf ronf zzzzz zzzzz zzzzz
S.: O_O
sabato 7 luglio 2007
venerdì 6 luglio 2007
sabato 30 giugno 2007
E' sempre così...
... i miei amori, quelli veri, sono legati ad un treno.
Si finisce per rifare sempre le stesse cose.
Sempre.
Spero, stavolta, di non scottarmi con lo stesso liquido bollente.
Si finisce per rifare sempre le stesse cose.
Sempre.
Spero, stavolta, di non scottarmi con lo stesso liquido bollente.
venerdì 29 giugno 2007
duemilaquarantasei
Nel duemilaquarantasei… corre una rete che collega ogni punto della terra.
E c’è un treno misterioso… che parte regolarmente verso il duemilaquarantasei.
Tutti quelli che vanno al duemilaquarantasei, hanno un solo pensiero in mente: ritrovare i ricordi perduti.
Perché si dice… che niente cambia mai, nel duemilaquarantasei.
Ma nessuno sa se quel punto esiste veramente, perché nessuno è mai tornato.
Nessuno tranne me.
Novecentonovantotto...
Novecentonovantasette...
Lasciare il duemilaquarantasei non è una impresa facile.
Per uno che ci riesce, altri mille ci provano all'infinito.
Da quanto, sono su questo treno?
Non lo so non lo ricordo più.
Non lo so, non lo so. Non me lo ricordo più.
Comincio a sentire… il peso della solitudine.
Per quel che ne so io… molti sono partiti per il duemilaquarantasei.
Ma perchè?
Quando mi chiedono perché ho lasciato il duemilaquarantasei… resto nel vago.
Non do mai la stessa risposta.
Un tempo… quando uno aveva un segreto da nascondere… andava in un bosco.
Faceva un buco in un tronco e sussurrava lì il suo segreto.
Poi richiudeva il buco con del fango, così il segreto… sarebbe rimasto sigillato per l’eternità.
Ho amato...
Speravo fosse nel duemilaquarantasei.
E quindi sono andato a cercare lì.
Ma non c’era.
Da allora… non riesco a smettere di chiedermi se mi abbia mai amato.
La risposta è un segreto… che nessuno conoscerà mai.
I RICORDI... SONO SEMPRE BAGNATI DI LACRIME
E c’è un treno misterioso… che parte regolarmente verso il duemilaquarantasei.
Tutti quelli che vanno al duemilaquarantasei, hanno un solo pensiero in mente: ritrovare i ricordi perduti.
Perché si dice… che niente cambia mai, nel duemilaquarantasei.
Ma nessuno sa se quel punto esiste veramente, perché nessuno è mai tornato.
Nessuno tranne me.
Novecentonovantotto...
Novecentonovantasette...
Lasciare il duemilaquarantasei non è una impresa facile.
Per uno che ci riesce, altri mille ci provano all'infinito.
Da quanto, sono su questo treno?
Non lo so non lo ricordo più.
Non lo so, non lo so. Non me lo ricordo più.
Comincio a sentire… il peso della solitudine.
Per quel che ne so io… molti sono partiti per il duemilaquarantasei.
Ma perchè?
Quando mi chiedono perché ho lasciato il duemilaquarantasei… resto nel vago.
Non do mai la stessa risposta.
Un tempo… quando uno aveva un segreto da nascondere… andava in un bosco.
Faceva un buco in un tronco e sussurrava lì il suo segreto.
Poi richiudeva il buco con del fango, così il segreto… sarebbe rimasto sigillato per l’eternità.
Ho amato...
Speravo fosse nel duemilaquarantasei.
E quindi sono andato a cercare lì.
Ma non c’era.
Da allora… non riesco a smettere di chiedermi se mi abbia mai amato.
La risposta è un segreto… che nessuno conoscerà mai.
I RICORDI... SONO SEMPRE BAGNATI DI LACRIME
giovedì 28 giugno 2007
ragazza violentata
... gli autori del crimine erano di origine nordafricana o slava ...
Eccerto tanto so uguali uguali... chi non confonde gli slavi con i nordafricani?
Violentata due volte... anche dai media.
Eccerto tanto so uguali uguali... chi non confonde gli slavi con i nordafricani?
Violentata due volte... anche dai media.
mercoledì 27 giugno 2007
lunedì 25 giugno 2007
domenica 24 giugno 2007
mercoledì 20 giugno 2007
martedì 19 giugno 2007
venerdì 15 giugno 2007
venerdì 8 giugno 2007
Stamattina mi sono svegliata bene! Poi in un attimo, mi si è rabbuiato tutto.
Il 23 giugno tutti i pedofili del mondo accenderanno una candela azzurra.
Un gesto simbolico per ricordare i pedofili incarcerati perché - come dicono- «vittime delle discriminazioni, delle leggi ingiustamente restrittive e per ribadire l'amore che proviamo per i bambini».
Ci sono disegni con Babbo Natale con alcuni bambini sulle ginocchia, un boy scout abbracciato dai “lupetti”, un sacerdote con accanto un efebico chierichetto.
Poi, da link a link, si arriva alle foto di bambini che giocano a calcio o adolescenti seminudi in pose lascive.
Si rivolgono direttamente agli adolescenti, spiegando loro che l'amore tra un adulto e un bambino è normale, storpiano frasi di filosofi o di psicanalisti come Freud per convincere che quel tipo di sessualità è lecita».
Sul web le pagine che annunciano a livello mondiale il “Boy love day” del 23 giugno, attaccano «i pochi adulti che con le loro violenze gettano fango sui milioni di adulti che amano gli adolescenti, come già si faceva nell'antica Grecia».
«Io amo i ragazzi - spiega chi ha ideato il simbolo della candela azzurra -, ma non ho mai molestato o violentato nessuno, queste sono distorsioni che i media fanno di noi».
Gli stessi siti invitano gli adolescenti a non aver paura di lasciarsi andare a scoprire il sesso con chi gli sta accanto, anche se si tratta di un adulto.
«Vogliamo poter amare chi ci pare e piace, nella forma che ci pare, senza limiti di età, sesso, credo o altro, senza che nessuno interferisca nella nostra vita privata»
Anche io voglio accendere una candela il 23... e ficcargliela tutta tutta su per il culo a questi bastardi!
Il 23 giugno tutti i pedofili del mondo accenderanno una candela azzurra.
Un gesto simbolico per ricordare i pedofili incarcerati perché - come dicono- «vittime delle discriminazioni, delle leggi ingiustamente restrittive e per ribadire l'amore che proviamo per i bambini».
Ci sono disegni con Babbo Natale con alcuni bambini sulle ginocchia, un boy scout abbracciato dai “lupetti”, un sacerdote con accanto un efebico chierichetto.
Poi, da link a link, si arriva alle foto di bambini che giocano a calcio o adolescenti seminudi in pose lascive.
Si rivolgono direttamente agli adolescenti, spiegando loro che l'amore tra un adulto e un bambino è normale, storpiano frasi di filosofi o di psicanalisti come Freud per convincere che quel tipo di sessualità è lecita».
Sul web le pagine che annunciano a livello mondiale il “Boy love day” del 23 giugno, attaccano «i pochi adulti che con le loro violenze gettano fango sui milioni di adulti che amano gli adolescenti, come già si faceva nell'antica Grecia».
«Io amo i ragazzi - spiega chi ha ideato il simbolo della candela azzurra -, ma non ho mai molestato o violentato nessuno, queste sono distorsioni che i media fanno di noi».
Gli stessi siti invitano gli adolescenti a non aver paura di lasciarsi andare a scoprire il sesso con chi gli sta accanto, anche se si tratta di un adulto.
«Vogliamo poter amare chi ci pare e piace, nella forma che ci pare, senza limiti di età, sesso, credo o altro, senza che nessuno interferisca nella nostra vita privata»
Anche io voglio accendere una candela il 23... e ficcargliela tutta tutta su per il culo a questi bastardi!
mercoledì 6 giugno 2007
venerdì 1 giugno 2007
martedì 29 maggio 2007
lunedì 28 maggio 2007
lunedì 21 maggio 2007
Allarga le braccia...
... che ho bisogno di abbracciare.
io abbraccerei chiunque.
Specialmente le persone grosse, molto più di me. Non che ci voglia molto, ma quelle si che danno soddisfazione.
Il mio è una sorta di complesso di castrazione.
Mi piacciono le persone ben più grandi di me... ma tanto. Sarà che io sono una miniatura... mah.
Mi piace... e ne ho bisogno.
Chi mi abbraccia?
io abbraccerei chiunque.
Specialmente le persone grosse, molto più di me. Non che ci voglia molto, ma quelle si che danno soddisfazione.
Il mio è una sorta di complesso di castrazione.
Mi piacciono le persone ben più grandi di me... ma tanto. Sarà che io sono una miniatura... mah.
Mi piace... e ne ho bisogno.
Chi mi abbraccia?
venerdì 18 maggio 2007
martedì 15 maggio 2007
lunedì 14 maggio 2007
oh...
Mi prudono le mani.
Me le gratto. Non passa. Più rimango in casa. Più la mente viaggia. Mondi che si accavallano. E non sono abbastanza veloce per fermarli con la penna o la matita.
Esci.
Eppure ieri sono uscita. Cinema. Film di merda. Compagnia ottima. Ma... non vedo l'ora di tornare a casa. Per fermare qualcosa sulla carta.
Ho bisogno di un mecenate. Non ho abbastanza soldi per comprare tutto il materiale che vorrei. Mi arrangio. Copro tele vecchie, con vecchi disegni, con nuovi disegni. Uso cose usate. Nuova vita. E investo questo posto con fiumi di parole. Uno tsunami verbale.
E poi non amo tenermi le "creazioni".
Ma poi... questa è CASA MIA E FACCIO COME CAZZO MI PARE. L'ho già detto!
Io da piccola non parlavo. Ho iniziato tardi... non avevo nulla da dire. Sapevo leggere e scrivere. Ma non parlavo. E vai... con visite... medici generici... neurologi... psicologi.
Sua figlia sta bene. E' normale. Forse è autistica, ma non da segni di autismo. Sua figlia NON vuole parlare.
Veramente qualcosa lo dicevo. Mia madre mi ricorda che dicevo sempre "puapua" lo ha interpretato come "papà", io credo che fosse: puah puah! Come a dire... CHE SCHIFO.
Finchè un giorno ho messo i puntini sulle i con un vicino... Mi storpi il nome io non mi chiamo così. Pignola già da piccola. ho scatenato risate generali per una settimana. Guitta già da piccola.
Ora mi guadagno "il pane" facendo la guitta.
Che poi... Pignola... mah!
Qui è tutto in disordine, in questa stanza senza finestre. Cripta per scelta. Ci sono macchie di colore ovunque. Disordine. Pacchetti di sigarette vuoti. Posaceneri pieni. Non ho voglia di riordinare. Scarpe calzini e vestiti ovunque. Però fuori dalla stanza ho la sindrome della massaia. Lustro. Ordine.
Mi addormento vestita. Indugio parecchio prima di cambiarmi. Solo perchè devo lavorare lo faccio... altrimenti son sicura che rimarrei così. Sempre...
Continuano a prudermi le mani.
Mio nonno avrebbe detto... denari o notizie.
Io credo che qualcosa voglia uscire.
...
'notte.
Me le gratto. Non passa. Più rimango in casa. Più la mente viaggia. Mondi che si accavallano. E non sono abbastanza veloce per fermarli con la penna o la matita.
Esci.
Eppure ieri sono uscita. Cinema. Film di merda. Compagnia ottima. Ma... non vedo l'ora di tornare a casa. Per fermare qualcosa sulla carta.
Ho bisogno di un mecenate. Non ho abbastanza soldi per comprare tutto il materiale che vorrei. Mi arrangio. Copro tele vecchie, con vecchi disegni, con nuovi disegni. Uso cose usate. Nuova vita. E investo questo posto con fiumi di parole. Uno tsunami verbale.
E poi non amo tenermi le "creazioni".
Ma poi... questa è CASA MIA E FACCIO COME CAZZO MI PARE. L'ho già detto!
Io da piccola non parlavo. Ho iniziato tardi... non avevo nulla da dire. Sapevo leggere e scrivere. Ma non parlavo. E vai... con visite... medici generici... neurologi... psicologi.
Sua figlia sta bene. E' normale. Forse è autistica, ma non da segni di autismo. Sua figlia NON vuole parlare.
Veramente qualcosa lo dicevo. Mia madre mi ricorda che dicevo sempre "puapua" lo ha interpretato come "papà", io credo che fosse: puah puah! Come a dire... CHE SCHIFO.
Finchè un giorno ho messo i puntini sulle i con un vicino... Mi storpi il nome io non mi chiamo così. Pignola già da piccola. ho scatenato risate generali per una settimana. Guitta già da piccola.
Ora mi guadagno "il pane" facendo la guitta.
Che poi... Pignola... mah!
Qui è tutto in disordine, in questa stanza senza finestre. Cripta per scelta. Ci sono macchie di colore ovunque. Disordine. Pacchetti di sigarette vuoti. Posaceneri pieni. Non ho voglia di riordinare. Scarpe calzini e vestiti ovunque. Però fuori dalla stanza ho la sindrome della massaia. Lustro. Ordine.
Mi addormento vestita. Indugio parecchio prima di cambiarmi. Solo perchè devo lavorare lo faccio... altrimenti son sicura che rimarrei così. Sempre...
Continuano a prudermi le mani.
Mio nonno avrebbe detto... denari o notizie.
Io credo che qualcosa voglia uscire.
...
'notte.
La rabbia e la consapevolezza...
Caro Anonimo\a... che te possino! Io ci ho pensato alla rabbia.
Io sono rabbiosa. E so pure il perchè e verso chi. Sono consapevole di ogni mio singolo problema. Mi serve a poco però... perchè scindo mente e corpo. Nella mia testa so perchè. Ma non riesco ad attuare un cambiamento, perchè non riesco a riversare il cambiameno sul mio corpo.
La nostra civiltà ci dice che mente e corpo sono due entità divise.
Mente. Sapendo di mentire. E siam tutti nevrotici, chi più che meno.
Con alcune nevrosi ci si convive, piccole manie... niente di che... son brutte quando ci impediscono di vivere come vogliamo o peggio facciam del male a chi ci circonda.
Io ci ho la rabbia. E so pure verso chi. Solo che non lo dico ad alta voce. Ho paura che ammettendolo ad alta voce... proprio in senso fisico, questa si scateni e io non riesca più a controllarla. E' tutta dentro. E ti dico pure dove. Stomaco e basso ventre. Quando ci penso io sento che mi sale da lì.
Allora mi incazzo verso altro. Io non so se tu hai mai visto "pazzi da slegare", però ecco io sono come Angelo. Mi incazzo per la politica, per la società e tutta una serie di cose. Mi informo. Tanto. La mia logica è ferrea e se prendo a cuore qualcosa, so tutto quel che ci è dato sapere, e con la deduzione arrivo ad altro. Penso, mi incazzo e agisco. Qualche volta ho fatto pure qualcosa di buono.
Convoglio la rabbia verso altre fonti. Ma riesco a sfogare in minima parte la mia.
Insomma la mia rabbia di superficie è solo un modo per non affrontare il mio reale problema.
Buffo no?
Ipocrita direi.
Ci ho un sacco di miserie.
E... come diceva il buon Dostoevskij, la consapevolezza, signori miei, è un autentica, assoluta, malattia.
E ci ho il corpo spezzato in tre pezzi.
La mente, la parte superiore, la parte inferiore.
E litigano tra loro.
E non è che io mi trovo in mezzo.
Io sono questo.
E ora per citare il buon Faber...
... adesso è tardi, adesso torno al lavoro ...
Io sono rabbiosa. E so pure il perchè e verso chi. Sono consapevole di ogni mio singolo problema. Mi serve a poco però... perchè scindo mente e corpo. Nella mia testa so perchè. Ma non riesco ad attuare un cambiamento, perchè non riesco a riversare il cambiameno sul mio corpo.
La nostra civiltà ci dice che mente e corpo sono due entità divise.
Mente. Sapendo di mentire. E siam tutti nevrotici, chi più che meno.
Con alcune nevrosi ci si convive, piccole manie... niente di che... son brutte quando ci impediscono di vivere come vogliamo o peggio facciam del male a chi ci circonda.
Io ci ho la rabbia. E so pure verso chi. Solo che non lo dico ad alta voce. Ho paura che ammettendolo ad alta voce... proprio in senso fisico, questa si scateni e io non riesca più a controllarla. E' tutta dentro. E ti dico pure dove. Stomaco e basso ventre. Quando ci penso io sento che mi sale da lì.
Allora mi incazzo verso altro. Io non so se tu hai mai visto "pazzi da slegare", però ecco io sono come Angelo. Mi incazzo per la politica, per la società e tutta una serie di cose. Mi informo. Tanto. La mia logica è ferrea e se prendo a cuore qualcosa, so tutto quel che ci è dato sapere, e con la deduzione arrivo ad altro. Penso, mi incazzo e agisco. Qualche volta ho fatto pure qualcosa di buono.
Convoglio la rabbia verso altre fonti. Ma riesco a sfogare in minima parte la mia.
Insomma la mia rabbia di superficie è solo un modo per non affrontare il mio reale problema.
Buffo no?
Ipocrita direi.
Ci ho un sacco di miserie.
E... come diceva il buon Dostoevskij, la consapevolezza, signori miei, è un autentica, assoluta, malattia.
E ci ho il corpo spezzato in tre pezzi.
La mente, la parte superiore, la parte inferiore.
E litigano tra loro.
E non è che io mi trovo in mezzo.
Io sono questo.
E ora per citare il buon Faber...
... adesso è tardi, adesso torno al lavoro ...
domenica 13 maggio 2007
Se...
... dovessi dar retta a tutto quello che mi dice la testa, non dormirei più.
Non che io dorma molto... ma dovrei rinunciare pure a quelle quattro ore notturne di cruciverba.
E... ultimante non scrivo... ma sparo sentenze.
AMEN!
Non che io dorma molto... ma dovrei rinunciare pure a quelle quattro ore notturne di cruciverba.
E... ultimante non scrivo... ma sparo sentenze.
AMEN!
sabato 12 maggio 2007
Oggi sono ordinata...
... e ordinaria.
Sto mettendo a posto tutti i film. Che sono incasinatissimi!
E mi son passati tra le mani... delle emerite merdate... ma ceeeerrrrrte chicche!
Il decalogo di Kieslowskij.
10 piccoli capolavori.
Che poi nei film ci è sempre un personaggio che appare per pochi attimi.
Non parla mai.
Lui è lì però.
Kieslowskij stesso non sapeva chi fosse.
Io ci ho una mia teoria.
E' la morte che riporta alla vita. L'altra però.
Ho in testa un racconto sulla morte di Kieslowskij. Ecco il giorno della sua morte. E' il giorno della rivelazione del personaggio.
Lo scriverò.
Prima o poi.
Sto mettendo a posto tutti i film. Che sono incasinatissimi!
E mi son passati tra le mani... delle emerite merdate... ma ceeeerrrrrte chicche!
Il decalogo di Kieslowskij.
10 piccoli capolavori.
Che poi nei film ci è sempre un personaggio che appare per pochi attimi.
Non parla mai.
Lui è lì però.
Kieslowskij stesso non sapeva chi fosse.
Io ci ho una mia teoria.
E' la morte che riporta alla vita. L'altra però.
Ho in testa un racconto sulla morte di Kieslowskij. Ecco il giorno della sua morte. E' il giorno della rivelazione del personaggio.
Lo scriverò.
Prima o poi.
Dormo poco ed esco ancora meno...
Il titolo non c'entra un cazzo... però è vero. Dormo poco ed esco ancora meno.
Io ci ho paura di cadere.
Avete mai provato a cadere?
No, non intendo volontariamente.
Mettete tutto il peso su una gamba sola e, carico, flettete il ginocchio.
L'altro piede è solo poggiato per dare e mantenere l'equilibrio.
Dopo un po' il dolore è talmente forte che si cade.
Si fallisce.
E' il mio più grande fallimento.
La volontà non può tutto, si deve sottostare alle forze naturali. Ovvero la gravità in questo caso.
Io ci ho paura di fallire, di non essere quello che gli altri si aspettano che io sia.
E' votato al fallimento il mio sforzo.
Ognuno è quel che è.
Solo che ora non me lo ricordo più.
Io ci ho paura di cadere.
Avete mai provato a cadere?
No, non intendo volontariamente.
Mettete tutto il peso su una gamba sola e, carico, flettete il ginocchio.
L'altro piede è solo poggiato per dare e mantenere l'equilibrio.
Dopo un po' il dolore è talmente forte che si cade.
Si fallisce.
E' il mio più grande fallimento.
La volontà non può tutto, si deve sottostare alle forze naturali. Ovvero la gravità in questo caso.
Io ci ho paura di fallire, di non essere quello che gli altri si aspettano che io sia.
E' votato al fallimento il mio sforzo.
Ognuno è quel che è.
Solo che ora non me lo ricordo più.
lunedì 7 maggio 2007
Potresti andare a sognare un po' più in là!?!
— Scusa — gli disse una vocina inquietante nell'orecchio — ti dispiacerebbe sognare facendo meno rumore? I tuoi sogni si infiltrano nei miei, e se c'è una cosa che non ho mai mandato giù sono proprio le date. Guglielmo il conquistatore, millesessantasei, ma di più non so, ed è una nozione che baratterei volentieri con un topo ballerino.
(Neil Gaiman)
domenica 6 maggio 2007
Nu è che... Eh? No dico... nu è che... Eh? Dicoooo... nu è! E'... E ch'ho detto io? Nu E'!
No si può riuscire nella vita combattendo se stessi.
Lo sforzo di superare il proprio corpo è votato al fallimento.
Ahimè
Perchè non mi entra in testa? O nel corpo... mah!
Nu è... Eh? Dico dico dico... Nu è che... Eh?
Non c'ho capito un cazzo!
venerdì 4 maggio 2007
mercoledì 2 maggio 2007
L'ultima volta che ho visto i tuoi occhiali...
Sai che la dovresti ascoltare questa canzone?
Te li ricordi i miei occhiali? Mai del tutto puliti... storti... stortati.
Sai che non pensavo mi sarebbe presa così male?
Io... non lo so cosa è successo. Forse è questo che mi fa male. Forse mi piace pensarlo. Chè fa meno male pensare così.
Di sicuro, io mi sono innamorata, ma perchè fa così male?
E' passato un po' dall'ultima volta che ci siamo sentiti... e...
Vedi come ci si mette a volte la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare né di qua né di là. Non ho più notizie di te, né tu di me. Non so se era abitudine, consuetudine, se era dirsi le cose e stare bene. So che era come se fosse stato per sempre.
Ecco io non mi sento nè di qua nè di là... mi piaceva pensare che ogni tanto ti fermavi davanti allo specchio per vedere se te lo facevo un salutino.
Lo sai che ascolto la canzone e piango?
Io... lo sai che pensavo che fosse per sempre?
Ma che vuol dire sempre?
Perchè non ti ho parlato?
Perchè non mi hai parlato?
Ma tu... ci pensi ogni tanto?
Io più di quanto vorrei...
E cosa c’è che non va, cos’è che non torna, cos’è che sta andando via? Secondo me sono gli oggetti che complicano le cose, così inanimati, così fermi eppure piccoli irrinunciabili prolungamenti di noi stessi; se mettessimo in fila i nostri oggetti troveremmo le ore e i minuti di ogni cosa, di quando il tempo era solo davanti.
Cos'è che non è andato?
E quali sono gli oggetti?
Ti ho lasciato bolle e una maglietta... sai che faccio ancora delle cose per te?
Ho un disegno... una scatola con un naso rosso disegnato.
E il tempo... lento... era solo proiettato in avanti. Ed è vero... gli oggetti ci proiettano verso situazioni vissute, almeno per me è così, conto il tempo... penso alla statua e mi vengono in mente giorni, penso al cappello e mi vengono in mente giorni... penso a Twain e di nuovo penso ai giorni...
Ora è dietro, il "davanti" non c'è più.
Ho un cappello, ogni tanto lo guardo.
Sempre più spesso è bagnato.
Sai che... mi dispiace che sia finito l'inverno?
Sto guardando il mio lampadario nuovo ed è come se una luce amica mi sfiorasse; potremmo fare belle cose io e te! Mi viene da pensare, sotto questa luce, mi viene da considerare… Ho comprato un lampadario nuovo talmente bello… Potremmo fare dei bei discorsi io e te, mi viene persino da leggere sotto questa luce, mi viene quasi da riflettere.
Ho comperato una nuova lampada per il mio comodino...
Io i discorsi me li ricordo, non so se erano belli... però mi piacevano. E continuo a pensare che cose belle ne avremmo potute fare.
Mi metto con la faccia sotto la lampada, per vedere se mi abbronzo, ma scotta solo e io penso... il flusso va, senza un senso compiuto, come ora.
Ma vedi come ci si mette la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare ne di qua ne di là.
Essì la mia vita è un certo malvagio scherzo giocatomi da qualcuno.
Una volta mi hai detto che avrei dovuto chiamarti se avessi avuto alcuni pensieri... lo sai chenon l farò, vero?
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
Eran sul tavolo della cucina
Eran nel cielo di una mattina
Eran nel rosso del nostro tramonto
Erano un saldo scambiato per sconto
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
C’erano nuvole fuori quartiere
Eran finiti i posti a sedere
C’era il mercato nel posto sbagliato
E c’era il tuo cuore in pessimo stato
Ma te li ricordi i miei occhiali?
Lo sai che parlano di me... il loro essere storti.
Ti sei mai accorto che io da un occhio non ci vedo?
Hai visto come li tormento con le mani?
E' per questo che non sono mai puliti.
Sarà la decima volta di fila che ascolto questa canzone...
C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
C’è una stazione in mezzo alla neve
C’è un treno che passa e si ferma al confine
C’è un doganiere che segue il suo cane
Il treno... ci legava... treni che vanno, che arrivano, treni attesi, treni persi...
Sai che qualche volta sono andata a sedermi alla stazione, proprio su quella panchina dove abbiamo atteso il tuo?
Così per non recidere il legame... e mi chiedo, mi chiedevo... cos'è successo?
Mi chiedo, perchè non ho parlato?
Un po' perchè ho avuto sempre un certo timore di te... o il timore di scoprire che tutto il legame era solo nella mia testa.
E lo sai... che non so rispondermi?
E mi "ingobbisco", come se sulle spalle il peso della mia testa si facesse sempre più pesante.
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
Erano sporchi di carta carbone
Era un ricordo di un’altra stagione
C’erano idee di ogni ordine e razza
Che stavano immobili in mezzo alla piazza
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
C’erano stelle senza cadere
C’era un passaggio di nuvole nere
C’era il mercato nel posto sbagliato
E c’era il mio cuore in pessimo stato
C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
C’è una stazione in mezzo alla neve
C’è un treno che passa e si ferma al confine
C’è un doganiere che segue il suo cane
C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
C’è una stazione in mezzo alla neve
C’è un treno che passa e si ferma al confine
C’è un doganiere che bacia il suo cane
L'ultima volta che ci siamo visti, si era passato il confine, all'andata e poi al ritorno.
E' che... le persone hanno stima di me, non so perchè, c'è chi dice che io sia una bella persona.
Non sono nè bella nè brutta.
Mi spiego, hai mai letto Veronesi? C'è un suo libro... "Gli sfiorati" il protagonista è uno studioso della grafia... (perdonami ma non mi viene il termine) la coprotagonista è la sua sorellastra.
Studia la grafia di lei, e trova un "nuovo tratto" lo chiama schiumevolezza, non lo aveva mai visto, perchè non esprime nessuna personalità, ma solo l'adattamento della personalità in base a chi hai di fronte.
Tutto questo per dire, che vivo per non tradire le aspettative che le persone hanno su di me, ma tanto prima o poi le tradisco, è inumano vivere così.
E poi... io... mi tradisco sempre.
Vedi come ci si mette a volte la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare nè di qua nè di là.
O così almeno mi sembra che sia.
Io non sono nè di qua nè di là.
Ed è.
Passa il tempo
Il tempo passa, però non mi pento di nulla. Anche se, come dice il mio amico, mi si legge rassegnazione negli occhi.
Io ci ho gli occhi sempre stanchi.
E' che uno perde tempo a spiegarsi e giustificarsi con se stesso e con gli altri.
Ma si è tarati per commettere, SEMPRE, gli stessi errori.
E' una perdita di tempo.
Una caduta prepara per la prossima caduta.
E' matematico.
Vorrei riuscire a trovare qualcuno che non si mai scottato due volte con lo stesso liquido bollente.
Io ci ho gli occhi sempre stanchi.
E' che uno perde tempo a spiegarsi e giustificarsi con se stesso e con gli altri.
Ma si è tarati per commettere, SEMPRE, gli stessi errori.
E' una perdita di tempo.
Una caduta prepara per la prossima caduta.
E' matematico.
Vorrei riuscire a trovare qualcuno che non si mai scottato due volte con lo stesso liquido bollente.
domenica 29 aprile 2007
Autobiografia
Non è mica una cosa seria!
Non sono Evtusenko... che dio l'abbia sempre in gloria! Il suo dio... sarà credente?
Ecco meglio che non comincio a divagare sennò è la fine... salto di palo in frasca e poi mi ritrovo a parlare delle guerre puniche, chè, ci metto poco ad arrivarci!
Ogni riferimento a fatti cose persone NON è casuale. E fatemi pure causa.
Tante me le invento di sana pianta. Ma le ho sognate, quindi l'ho vissute.
Chi era che diceva “ se tu questa cosa l'hai sognata, io l'ho vissuta"!? Mica me lo ricordo!
E' che io a volte, da brava terrona, ci ho (ci ho, mi piace più di c'ho, suona meglio) il melodramma nel DNA, quella rassegnazione, di non cristiana, di cui parla tanto bene Levi in “Cristo si è fermato a Eboli”.
Però son pure buffona ed è meglio prendere le cose buffoneggiando.
Una risata salverà il mondo.
Va bene, confesso perché lo sto facendo... sto infestando un forum con tutte le mie peripezie. So pure contenti, dicono che scrivo bene e faccio ridere... però... però... non vorrei monopolizzare.
Alla fine io ce l'ho uno spazio mio.
E...
...QUESTA E' CASA MIA E FACCIO COME CAZZO ME PARE!
Non sono Evtusenko... che dio l'abbia sempre in gloria! Il suo dio... sarà credente?
Ecco meglio che non comincio a divagare sennò è la fine... salto di palo in frasca e poi mi ritrovo a parlare delle guerre puniche, chè, ci metto poco ad arrivarci!
Ogni riferimento a fatti cose persone NON è casuale. E fatemi pure causa.
Tante me le invento di sana pianta. Ma le ho sognate, quindi l'ho vissute.
Chi era che diceva “ se tu questa cosa l'hai sognata, io l'ho vissuta"!? Mica me lo ricordo!
E' che io a volte, da brava terrona, ci ho (ci ho, mi piace più di c'ho, suona meglio) il melodramma nel DNA, quella rassegnazione, di non cristiana, di cui parla tanto bene Levi in “Cristo si è fermato a Eboli”.
Però son pure buffona ed è meglio prendere le cose buffoneggiando.
Una risata salverà il mondo.
Va bene, confesso perché lo sto facendo... sto infestando un forum con tutte le mie peripezie. So pure contenti, dicono che scrivo bene e faccio ridere... però... però... non vorrei monopolizzare.
Alla fine io ce l'ho uno spazio mio.
E...
...QUESTA E' CASA MIA E FACCIO COME CAZZO ME PARE!
sabato 14 aprile 2007
Specchi
Pervye svidanija
“Ogni istante dei nostri incontri
lo festeggiavamo come un’epifania,
soli a questo mondo. Tu eri
più ardita e lieve di un’ala di uccello,
scendevi come una vertigine
saltando gli scalini, e mi conducevi
oltre l’umido lillà nei tuoi possedimenti
al di là dello specchio.
Quando giunse la notte mi fu fatta
la grazia, le porte dell’iconostasi
furono aperte, e nell’oscurità in cui luceva
e lenta si chinava la nudità
nel destarmi: “Tu sia benedetta”,
dissi, conscio di quanto irriverente fosse
la mia benedizione: tu dormivi,
e il lillà si tendeva dal tavolo
a sfiorarti con l’azzurro della galassia le palpebre,
e sfiorate dall’azzurro le palpebre
stavano quiete, e la mano era calda.
Nel cristallo pulsavano i fiumi,
fumigavano i monti, rilucevano i mari,
mentre assopita sul trono
tenevi in mano la sfera di cristallo,
e – Dio mio! – tu eri mia.
Ti destasti e cangiasti
il vocabolario quotidiano degli umani,
e i discorsi s’empirono veramente
di senso, e la parola tu svelò
il proprio nuovo significato: zar.
Alla luce tutto si trasfigurò, perfino
gli oggetti più semplici – il catino, la brocca – quando,
come a guardia, stava tra noi
l’acqua ghiacciata, a strati.
Fummo condotti chissà dove.
Si aprivano al nostro sguardo, come miraggi,
città sorte per incantesimo,
la menta si stendeva da sé sotto i piedi,
e gli uccelli c’erano compagni di strada,
e i pesci risalivano il fiume,
e il cielo si schiudeva al nostro sguardo…
Quando il destino ci seguiva passo a passo,
come un pazzo con il rasoio in mano.”
(Tarkovskij - padre e figlio -)
Fiat Lux
Ascoltami soltanto respirare
Anche se questo non prova nulla
In mezzo ai miei circoli
Anche se non sono il loro centro
Immobile
Attendo.
Se vieni...
Vieni portando con te la LUCE
Disperdi le mie ombre
Conta le miei tacche
Spalancami
Apri il mio più recondito
Nascondiglio e leggimi ad alta voce
Così che io possa ascoltarmi...
Se te ne vai chiediti...
Chi fra noi due è l'amato?
Che fra noi due credi sia l'amato?
Anche se questo non prova nulla
In mezzo ai miei circoli
Anche se non sono il loro centro
Immobile
Attendo.
Se vieni...
Vieni portando con te la LUCE
Disperdi le mie ombre
Conta le miei tacche
Spalancami
Apri il mio più recondito
Nascondiglio e leggimi ad alta voce
Così che io possa ascoltarmi...
Se te ne vai chiediti...
Chi fra noi due è l'amato?
Che fra noi due credi sia l'amato?
venerdì 13 aprile 2007
sabato 7 aprile 2007
martedì 27 marzo 2007
Si sveglia che fa buio ormai d'abitudine
La notte le regala un'aria più complice
Detesta il vuoto dei rumori della realtà (aurora sogna)
Ma col volume a stecca può sopravvire (aurora sogna)
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico che faccia di lei
Qualcosa fuori dal normale
Qualche gelato al giorno forse la nutrirà
Non crede nell'amore in cio' è molto semplice
Come si chiama questa voglia di vivere (aurora sogna)
Che nel suo corpo ha bisogno di espandere (aurora sogna)
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Labbra cromate ricordi seriali
Emozioni e un nuovo impianto sessuale
Lei senza più mangiare lei senza più dormire
Lei senza più mangiare lei senza più dormire
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico
Che faccia di lei qualcosa fuori dal normale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Le stesse facce che ogni giorno fanno male
Le stesse voci recitanti giudicare
Posa l'orecchio sul bicchiere e sente il mare
Ma non il suono della musica che piace a lei
La solitudine che indossa è più normale
Di una prudente saggia e isterica morale
Aurora sogna e nei suoi sogni sa cercare
Senza paura un'esclusiva felicità
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico che faccia di lei
Qualcosa fuori dal normale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Labbra cromate ricordi seriali
Emozioni e un nuovo impianto sessuale
(Subsonica)
lunedì 26 marzo 2007
IL PASSATO E' UNA LOCOMOTIVA
CHE SI TRASCINA DIETRO IL FUTURO.
CAPITA A VOLTE PERSINO CHE IL PASSATO SIA QUELLO ALTRUI.
VIAGGI DI SPALLE
E VEDI CIO' CHE E' GIA SCOMPARSO.
PER SCENDERE DAL TRENO SERVE IL BIGLIETTO.
LO TIENI IN MANO
MA A CHI LO MOSTRERAI?
P.s.: La questione sta nel fatto che iniziamo continuamente un viaggio che è terminato un attimo prima della nostra partenza.
(Viktor Pelevin - La freccia gialla)
venerdì 16 marzo 2007
Sono scese...
Finalmente stanotte sono scese...
Erano lì da un mese.
Stanca e spossata
da tanto piangere
mi sono addormentata...
Now I know that I must leave
And I can't remember when
I ever felt so great
It was my time spent with you before the war
but now these blue tears
They keep falling
Falling down from my lonely eyes
They're falling for you
I can see the ship's reflection in your eyes
From behind me
Telling that I have no other way
And it was hard to turn and leave
Now these blue tears
They keep falling
Falling down from my lonely eyes
And they're blue tears
They keep falling
Falling down from my lonely eyes
Fallign down from my lonely eyes
And they're falling from my lonely eyes
They're falling for you
giovedì 15 marzo 2007
Va così...
Mi sento solo
solo come quei balconi
con le tapparelle abbassate
abbandonati
dove la pioggia cade
la sabbia si posa
si posa la polvere
e che se avessero voce
li sentiresti invocare gli uccelli
se avessero mani
li vedresti disegnarsi gerani e azalee
aspetto come loro
qualcuno che mi riapra:
pavimento da calpestare
veicolo di luce altro non so
immaginare
(Gianmaria Testa)
mercoledì 14 marzo 2007
Oggi
Sono passati esattamente 40 anni dalla morte di Don Milani.
Ho letto i suoi libri circa 10 anni fa.
Hanno completamente cambiato il mio modo di intendere l'educazione.
E mi han fatto capire cosa volevo fare da grande.
E... io ci sto provando con tutte le mie forze.
Proseguo nell'insegnamento.
Proseguo nel progetto, di portare "sorrisi" nelle situazioni disagiate.
Mi da forza.
Tanta quanta me ne da Pasolini con i suoi scritti e i suoi film.
Lorenzo Milani... chi era costui?
Nel dicembre del 1954 Don Milani viene nominato priore della chiesa di S.Andrea a Barbiana, una piccolissima parrocchia sul monte Giovi, nel territorio del comune di Vicchio del Mugello.Barbiana era una parrocchia di montagna con pochi abitanti, sprovvista di luce e di acqua. Di sera e nel mese di dicembre che faceva buio presto, era piuttosto triste ". Era una località irraggiungibile da automezzi perché non vi era ancora la strada ed era abitata solo da cento contadini che resistevano all'esodo verso la città.Per la curia fiorentina, isolare don Lorenzo Milani era la giusta punizione da dare a un sacerdote che non amava le processioni, le feste, che privilegiava i più poveri e più umili e che aveva creato una scuola dove erano ammessi gli operai comunisti.Nel 1965 è portato in tribunale, accusato per apologia di reato, per la "lettera ai cappellani militari" in congedo. La sua autodifesa, la "lettera ai giudici", sono tra le pagine più belle della sua letteratura. L'impatto con la cultura contadina e l'analfabetismo di noi montanari maturerà e radicalizzerà in lui la necessità di dare più centralità alla scuola. Ed è proprio qui, nell'isolamento più totale, che emerge la figura del maestro." Lettera a una professoressa " è il risultato di un anno di attività a Barbiana, con un maestro ormai nel pieno della sua maturità. Il maestro Milani trasforma il giornale in materia scolastica. Trasforma, in ricerca e produzione di materiale didattico, il lavoro d'équipe, da lui diretto, svolto con i ragazzi, gli abitanti e i numerosi visitatori. Una grande rivoluzione culturale, didattica e pedagogica che rifiuta l'indifferenza, la passività negativa e motiva fortemente l'allievo. Un libro, che pur essendo all'interno della premessa di quel grande movimento trasformativo quale fu il '68 italiano, andava oltre e avrà validità fino a che esisteranno sacche di povertà e selezione. Un libro che crede nell'evolversi della storia e obbliga l'educatore a usare un metodo formativo aderendo al mondo dell'allievo. il maestro " dà al ragazzo tutto quello che crede, ama, spera. Il ragazzo crescendo ci aggiunge qualcosa e così l'umanità va avanti ".
20 Marzo 34 d.C.
Giulio Cesare
assassinato dai congiurati, morendo crivellato dai pugnali, pronuncia la frase:
"Son contento di morire ma mi dispiace, mi dispiace di morire ma son contento"
E io me la ricanto...
Sooooooooon cooooontace di morireeeee ma mi dispieeeeentooooo
Sooooooooon dispieeeento di morireeeee ma son cooooontace!
(Cantata dal mitico Gigi Proietti... ma l'aveva scritta Petrolini?)
lunedì 12 marzo 2007
Ho sognato...
...che tutti i disegni e le parole prendevano vita...
e alla fine anche io facevo parte del disegno.
Quando tutto si è fermato io non ero più qui,
ero solo un personaggio nel disegno.
Uno tra tanti.
Fantastico.
e alla fine anche io facevo parte del disegno.
Quando tutto si è fermato io non ero più qui,
ero solo un personaggio nel disegno.
Uno tra tanti.
Fantastico.
domenica 11 marzo 2007
Mi sono persa... e non mi trovo più...
ma le vedi questa sera quante vele in mezzo al mare,
ma le vedi quante stelle da contare...
Più di tutte le parole che ti puoi immaginare...
più di quante sono le storie da raccontare...
ma le vedi quante stelle che ci stanno lì a guardare
ma le vedi quante stelle sopra il mare...
più di tutte le canzoni ancora da cantare...
più di tutte le parole che non so dire...
Stelle belle stelle vere stella come fossi neve
più splendende del diamante, più leggera di tutti i venti,
stelle belle stelle sante,
stella che mi vieni in mente...
Io ti guardo e non ti guardo e non dici niente.
E se ancora non ci credi dillo al sole ti dirà che è tutto vero e che tutto è un'invenzione...
ma le vedi questa sera quante vele in mezzo al mare,
ma le vedi quante stelle da guardare...
più di quanti sono i sogni ancora da inseguire
più di quante sono le strade da imparare...
stelle belle stelle chiare
e se poi magari piove
io ti aspetterò ogni notte al tuo portone
stelle belle stelle bianche
stella che non so più niente
e se perderai la strada ti cercherò...
all'orizzonte...
(Ratti della Sabina)
Me la dedico perchè io mi sono persa... se qualcuno mi ritrova... non mi avvertite.
Tenetemi lì con voi.
Ho bisogno di chiunque.
venerdì 9 marzo 2007
Al di la dello specchio...

Appena fuori il tendone del circo
si esibisce il FUNAMBOLO.
Signori Spettatori, lo spettacolo è finito
Vi saluto con l'inchino
Sempre in bilico sull'orlo del destino...
E un sorriso avrò per tutti Voi
che vediate nel FUNAMBOLO
Un BUFFONE o che vediate in lui un ARTISTA.
E ringrazio chi ha DISEGNATO questa VITA mia
Perchè mi ha fatto battere nel PETTO il CUORE
di un EQUILIBRISTA.
(continua)
mercoledì 7 marzo 2007
Tutto a posto...
Lo specchio ha ripreso a muoversi.
Ci sono altri personaggi, che non avevo mai visto.
Il giocoliere, il soleluna, i pesci fluttuanti!
Ci sono altri personaggi, che non avevo mai visto.
Il giocoliere, il soleluna, i pesci fluttuanti!
venerdì 2 marzo 2007
Ed è ora che io smetta di prendermi gioco di me.
Ho bisogno di una vacanza.
Da me stessa.
Uno straniamento di una settimana. Mi piacerebbe essere fuori di me. Guardarmi. Chè io mica mi capisco.
Vorrei uno straniamento pirandelliano, ecco ciò di cui ho bisogno.
C'ho un problema. Ci giro intorno da mesi, mi prendo per il culo, come so scusarmi io... credo pochi.
Massì sono stressata, massì gli esami è per questo che sto poco bene, massì è pure il lavoro, per questo sono sempre stanca, massì salto i pasti perchè all'ora di pranzo sono fuori casa.
Eh come so cantarmela... ma alla fine, posso sfuggire quanto mi pare, davanti a me stessa, prima o poi mi ritrovo. E ora mi sono ritrovata. E ora prendo provvedimenti.
Sarà dura. Ma ce l'ho fatta una volta, ce la faccio pure una seconda.
Solo che... ho bisogno di chiarezza in altre situazioni e odio dipendere da una persona per avere spiegazioni.
Son "fatta male" non sono menefreghista, se non faccio chiarezza, non posso concentrarmi su altre cose.
Intanto... attendo... attendo...
Da me stessa.
Uno straniamento di una settimana. Mi piacerebbe essere fuori di me. Guardarmi. Chè io mica mi capisco.
Vorrei uno straniamento pirandelliano, ecco ciò di cui ho bisogno.
C'ho un problema. Ci giro intorno da mesi, mi prendo per il culo, come so scusarmi io... credo pochi.
Massì sono stressata, massì gli esami è per questo che sto poco bene, massì è pure il lavoro, per questo sono sempre stanca, massì salto i pasti perchè all'ora di pranzo sono fuori casa.
Eh come so cantarmela... ma alla fine, posso sfuggire quanto mi pare, davanti a me stessa, prima o poi mi ritrovo. E ora mi sono ritrovata. E ora prendo provvedimenti.
Sarà dura. Ma ce l'ho fatta una volta, ce la faccio pure una seconda.
Solo che... ho bisogno di chiarezza in altre situazioni e odio dipendere da una persona per avere spiegazioni.
Son "fatta male" non sono menefreghista, se non faccio chiarezza, non posso concentrarmi su altre cose.
Intanto... attendo... attendo...
mercoledì 28 febbraio 2007
E' una settimana...
... che lo specchio non si deforma...
che io sia guarita?
Se così fosse, sono triste, mi manca tutto il mondo dillà...
che io sia guarita?
Se così fosse, sono triste, mi manca tutto il mondo dillà...
lunedì 19 febbraio 2007
Sulla scomparsa di un libro.
Pasqua di sangue di Ariel Toaff.
Per chi non lo sapesse Ariel Toaff è il figlio del rabbino di Roma oltre ad essere uno storico.Una decina di giorni fa è uscito per Il Mulino un suo nuovo libro.
Pasqua di sangue, è un libro di storia che tra le altre cose parla dei sacrifici umani che gli ebrei avrebbero compiuto, nel corso dei secoli, per festeggiare la pesach.Il libro è stato ritirato il 15 febbraio, dopo soli sei giorni dalla pubblicazione.
Ha creato un caos enorme, c'è chi dice che lo stesso Toaff ne ha chiesto il ritiro (corriere della sera) notizia però smentita appunto dallo storico.
C'è chi dice che è stata la comunità ebraica a volerne il ritiro.
L'unica cosa certa è che il libro è di nuovo in ristampa con le DOVUTE CORREZIONI. A casa mia questa si chiama CENSURA.
domenica 18 febbraio 2007
venerdì 16 febbraio 2007
Il fortino
Finalmente ho avuto il coraggio di parlare delle emozioni e delle paure.
Sono capace di viere grandi emozioni, e altrettante paure, altrettanto grandi, mi bloccano.
Ci sono episodi ben precisi che mi han portata a vivere nella paura, alcuni relativamente recenti, altri "antichi" di cui non mi sono ancora liberata o per meglio dire non ho accettato.
Entro nella "mia testa" come se fosse una mansarda, ho rovistato tra gli "oggetti-ricordi", che sono lì riposti, non dimenticati, ma impolverati e non immediatamente proiettati e proiettabili nel presente.
Un po' come i paletti dei moli quando sale la marea, non si vedono più con l'acqua alta, ma ci sono.
Ho paura di essere abbandonata, e vivo la non-presenza come un lutto.
Allora ho cominciato a negarmi. Prima ho negato me stessa a me stessa. Spersonalizzandomi, facendo soltanto quello che gli altri si aspettavano da me. Ero una proiezione.
Mi sono ribellata. Per affermarmi, mi sono messa a dura prova. Ho scoperto di avere una grande forza di volontà, peccato che era volta all'autodistruzione.
Ho smesso di negarmi a me stessa, ho cominciato a negarmi agli altri.
Per un periodo di tempo è come se mi fossi rinchiusa in un fortino e la mia unica preoccupazione, direi ossessione, è stata quella di non far avvicinare nessuno, ventiquattro ore su ventiquattro di vedetta. Come un soldato reso pazzo dall'orrore, non mi rendevo conto che potevo abbassare le armi.
E ora... un po' distruttiva lo sono rimasta.
Ma soprattutto, credo, non di saper comunicare amore. Sì con gli amici sì, mi è naturale.
Ma non quando ho un altro tipo di rapporto, come dire "amoroso", ecco in questi casi sono terrorizzata, non mi scopro... non riesco a comunicare i sentimenti che provo, non so essere chiara e diretta. Non riesco a comunicare quanto è importante una persona per me. Ho paura di scoprirmi, ho paura di farmi male, ho paura di fare male... e così le persone mi sfuggono, perchè probabilmente non so farle sentire amate e importanti.
Su quest'ultimo punto devo ancora pensarci... non mi è chiaro.
mercoledì 14 febbraio 2007
Credo
Credo nel mistero di una mano... in quello che possono comunicare le mani delle persone.
Credo nel scarpe delle persone, guardando le scarpe si può capire molto.
Credo nelle mie ossessioni, come diceva qualcuno, senza la mia paura mi fido poco.
Credo nel potere dell'immaginazione, nel suo potere di trascendere la morte, nel suo potere di plasmare il mondo e nel suo potere di poter liberare la verità nascosta in ogni persona.
Credo nei morbi che mangiano la mente, nella pazzia, nella verità, nel buon senso di una ferita che gronda sangue.
Credo che gli orologi siano perfidi.
Credo nell'impossibilità di vivere, e nella facilità dell'esistenza.
Credo nelle perversioni, nella morte civile e nella morte delle emozioni.
Credo ai pretesti e credo anche alle ragioni.
Credo a tutte le mie allucinazioni, alla rabbia e alle fantasie.
Soprattutto credo a tutti i miei sbagli.
domenica 11 febbraio 2007
Comunicare
... La morte non è
nel non poter comunicare
ma nel non poter più essere compresi...
P.P.P.
E io... mi sento defunta... da tempo.
mercoledì 7 febbraio 2007
Piccole Cose
Piccole cose, come un sorriso, una parola, un abbraccio...
Queste sono le cose per cui vivo, che mi rendono felice!
Regali e al contempo regali anche a te.
Negli ultimi tempi ho vissuto una serie di "piccole cose" che mi rendono felice.
Andare a casa di lui e trovare incorniciata "la frase" che gli hai regalato.
Le sue parole sempre confortanti...
L'espressione di sorpresa dipinta sul viso di un caro amico quando ti vede arrivare "a sorpresa".
La moglie del sudetto caro amico che ti dice che vuole comperarsi il rosso per dipingersi il naso... dopo che glielo hai fatto tu!
Sentirsi coccolati e vicini nonostante la distanza.
MI SENTO FELICE E FORTUNATA!
Queste sono le cose per cui vivo, che mi rendono felice!
Regali e al contempo regali anche a te.
Negli ultimi tempi ho vissuto una serie di "piccole cose" che mi rendono felice.
Andare a casa di lui e trovare incorniciata "la frase" che gli hai regalato.
Le sue parole sempre confortanti...
L'espressione di sorpresa dipinta sul viso di un caro amico quando ti vede arrivare "a sorpresa".
La moglie del sudetto caro amico che ti dice che vuole comperarsi il rosso per dipingersi il naso... dopo che glielo hai fatto tu!
Sentirsi coccolati e vicini nonostante la distanza.
MI SENTO FELICE E FORTUNATA!
martedì 30 gennaio 2007
Al di la dello specchio...
lunedì 29 gennaio 2007
domenica 28 gennaio 2007
martedì 23 gennaio 2007
"Dillà e Diqqua"
Si chiama "dismorfia" un disturbo visivo, che fa sì, che io veda la mia immagine riflessa... che si allarga e si restringe, come se la superficie riflettente fosse liquida. Come se mi riflettessi negli specchi deformanti.
Ma perchè devo essere io ad avere un disturbo?
Si sbagliano, non ho le allucinazioni.
Esiste un mondo "AL DI LA DELLO SPECCHIO".
Ogni tanto vuol venire fuori, e allora mi sembra che sia la mia immagine a distorcersi.
No.
E' la realtà che si piega, lo spazio e il tempo che si curvano.
Per mescolare un po' i due mondi.
continua
domenica 21 gennaio 2007
FantaCucina
E' apparecchiata la tavola? Vedo crema gialla e miele, e pane bianco e burro;
vedo riuniti assieme latte, formaggio, verdi erbe e bacche mature.
Sarà sufficiente per noi? E' pronto il nostro pranzo?
Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien
Crema gialla
Ingredienti:
6 tuorli d'uovo
500 ml di latte scremato
150 gr. di zucchero
130 gr. di farina
1 pizzico di sale
1 scorza di limone gratugiata
2 cubetti di cioccolato bianco (circa 20 gr.)
Preparazione:
Sbattere i tuorli d'uovo fino ad ottenere una spuma soffice. Unire il latte, lo zucchero, la farina, il sale e la scorza di limone e amalgamare bene il tutto con un cucchiaio di legno.
Porre il tutto sul fuoco, a fiamma bassissima, aggiungere il cioccolato, per circa 10 minuti cercando di non portare all'ebollizione.
Togliere dal fuoco quando il tutto sarà ben amalmagato e senza grumi e fate raffreddare.
mercoledì 17 gennaio 2007
Il bambino con i chiodi negli occhi
piantò il suo alberello,
ma questo cresceva di sbiego,
perchè egli era cieco."
(Tim Burton - La morte malinconica del bambino ostrica e altri racconti)
lunedì 15 gennaio 2007
Segreti...
Nella memoria di ogni persona ci sono cose che non si confidano a tutti.
Alcune cose si confidano solo agli amici.
Altre cose non si confidano nemmeno agli amici, ma solamente a se stessi ma in gran segreto... sussurrando.
Ce ne sono infinite altre che si ha paura di confessare addirittura a se stessi.
Parlando di sè a sè non si può fare a meno di mentire, a volte.
Vorrei provare, senza aver paura, a dirmi tutta la verità. Perlomeno a me.
Alcune cose si confidano solo agli amici.
Altre cose non si confidano nemmeno agli amici, ma solamente a se stessi ma in gran segreto... sussurrando.
Ce ne sono infinite altre che si ha paura di confessare addirittura a se stessi.
Parlando di sè a sè non si può fare a meno di mentire, a volte.
Vorrei provare, senza aver paura, a dirmi tutta la verità. Perlomeno a me.
Lo scopo
[...] L'uomo ama creare e aprirsi delle strade, su questo non c'è dubbio. Ma allora perchè egli ama tanto il caos e la distruzione? Ecco ditemelo un po' voi! Ma a questo proposito vorrei dire la mia. Se egli ama tanto la distruzione e il caos (giacchè non c'è dubbio che talvolta egli li ami davvero tanto; è proprio così), non è forse perchè egli ha istintivamente paura di raggiungere lo scopo e di portare a termine l'edificio che sta creando? Difatti che ne sapete voi, potrebbe benissimo darsi che quell'edificio egli lo ami solamente da lontano, e per null'affatto quando lo vede da vicino; potrebbe darsi che egli ami solo costruirlo, crearlo, ma non viverci, e lo voglia lasciare perciò aux animaux domestiques, quali ad esempio potrebbero essere le formiche, i montoni, ecc. ecc. Ecco, le formiche per esempio hanno dei gusti tutt'affatto diversi. Esse hanno già un meraviglioso edificio che è proprio di quel genere lì, ed è altresì eternamente indistruttibile, il formicaio.
E' dal formicaio che hanno cominciato le stimabilissime formiche, e con il formicaio esse finiranno, il che fa grande onore alla loro costanza e alla loro positività. Ma l'uomo è un essere sconsiderato e biasimevole, e forse come il giocatore di scacchi egli ama solamente il processo del raggiungimento dello scopo, e non lo scopo medesimo. E chissà (giacchè è impossibile garantirlo), forse tutto lo scopo al quale tende l'umanità consiste soltanto e per l'appunto in questa perpetuità del processo del suo raggiungimento, o in altre parole: nella vita stessa, e dunque non nello scopo considerato di per sè - il quale scopo, si capisce, non dovrà essere altro se non appunto quel due per due quattro, ovverosia una formula; in effetti quel due per due quattro, non è già più vita, signori miei, bensì il principio della morte. Perlomeno, l'uomo ha sempre avuto una certa paura di questo due per due quattro, e io personalmente ne ho paura tuttora. Poniamo pure che l'uomo non faccia altro che andare in cerca di simili due per due quattro, e attraversi gli oceani, e sacrifichi la propria vita in tale ricerca; ma il pensiero di poterli finalmente trovare, di poter arrivare a scoprirli davvero - eh sì, in un certo qual modo gli fa proprio paura. Sì, perchè intuisce che quando avrà trovato, non gli rimarrà più nulla da cercare.[...]
[...] Il raggiungere lo ama, sì, ma il raggiungimento vero e proprio non gli piace neanche un po', il che, s'intende, è una cosa tremendamente buffa. In una parola, l'uomo è davvero fatto in modo strano; ed è molto probabile che in tutto ciò sia racchiuso un qualche calembour. Ad ogni modo, il "due per due quattro" è davvero una cosa insopportabilissima. Il due per due quattro se ne sta lì come uno smargiasso, si piazza proprio in mezzo alla vostra strada, con le mani sui fianchi, e sputacchia. Sono d'accordo che il due per due quattro sia una cosa eccellente; ma se bisogna proprio fare delle lodi, allora anche il due per due cinque è talvolta una cosetta proprio graziosa. [...]
(Fedor M. Dostoevskij - Le memorie dal sottosuolo)
giovedì 11 gennaio 2007
L'assassinio legale
Uccidere chi ha ucciso è, secondo me, un castigo non proporzionato al delitto. L'assassinio legale è assai più spaventoso di quello perpetrato da un brigante. La vittima del brigante è assalita di notte, in un bosco, con questa o quell'arma; e sempre spera, fino all'ultimo, di potersi salvare. Si son dati casi, in cui l'assalito, anche con la gola tagliata, è riuscito a fuggire, ovvero, supplicando, ha ottenuto grazia dagli assalitori. Ma con la legalità, quest'ultima speranza, che attenua lo spavento della morte, ve la tolgono con una certezza matematica, spietata.
(Fedor M. Dostoevskij)
mercoledì 3 gennaio 2007
La Palma Della Mano
Ti racconto di una donna che quando non piove sta distesa per terra. E' distesa da quarant'anni.
Quarant'anni fa, in questo posto, lei aspettava il suo fidanzato, ma lui non arrivò, allora, ha preparato un letto per due e vi si è distesa, ha detto: sono quarant'anni che combatto da sola contro tutto il sistema, sto distesa, e raccolgo chanche, non intraprendo niente, preferisco raccogliere le mie chanche, finchè, la loro massa critica provocherà un'esplosione, ci sarà la seconda venuta di Gesù.
Qui... ci sono le persone per la quali sulla terra non c'è posto, quelle che dovevano morire, ma, nonostante tutto, sono sopravvissute e hanno dato alla luce bambini.
Ascolti?
Ascolti?
Ho molto bisogno di sapere che tu ci sei...
Se tu sapessi, mi piacerebbe tanto portarti tra la gente... Io... Ti mostrerò con con cosa si veste un uomo, come è costruito il suo corpo, ci muoveremo un poco alla volta, perchè non si sa quando ci rivredemo.
Perchè tu ed io, abbiamo lo stesso bisogno, abbiamo bisogno della salvezza.
Se ti sarà concesso di vivere, tu, dovrai vivere nel sistema, gli anni passeranno e tu comincerai a pensarci da solo a come venirne fuori, ed ecco la tua prima possibilità di salvezza: perdere il senno... Perdere il senno. Ti propongo questa possibilità con il cuore. Perdere il senno non è disperazione... è una chanche.
Puoi usarla solo fisicamente, oppure puoi fare come la donna, fare un letto e stenderti, stenderti e fare l'amore.
Ladoni
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