SANGUEEEEE!
martedì 29 maggio 2007
lunedì 28 maggio 2007
lunedì 21 maggio 2007
Allarga le braccia...
... che ho bisogno di abbracciare.
io abbraccerei chiunque.
Specialmente le persone grosse, molto più di me. Non che ci voglia molto, ma quelle si che danno soddisfazione.
Il mio è una sorta di complesso di castrazione.
Mi piacciono le persone ben più grandi di me... ma tanto. Sarà che io sono una miniatura... mah.
Mi piace... e ne ho bisogno.
Chi mi abbraccia?
io abbraccerei chiunque.
Specialmente le persone grosse, molto più di me. Non che ci voglia molto, ma quelle si che danno soddisfazione.
Il mio è una sorta di complesso di castrazione.
Mi piacciono le persone ben più grandi di me... ma tanto. Sarà che io sono una miniatura... mah.
Mi piace... e ne ho bisogno.
Chi mi abbraccia?
venerdì 18 maggio 2007
martedì 15 maggio 2007
lunedì 14 maggio 2007
oh...
Mi prudono le mani.
Me le gratto. Non passa. Più rimango in casa. Più la mente viaggia. Mondi che si accavallano. E non sono abbastanza veloce per fermarli con la penna o la matita.
Esci.
Eppure ieri sono uscita. Cinema. Film di merda. Compagnia ottima. Ma... non vedo l'ora di tornare a casa. Per fermare qualcosa sulla carta.
Ho bisogno di un mecenate. Non ho abbastanza soldi per comprare tutto il materiale che vorrei. Mi arrangio. Copro tele vecchie, con vecchi disegni, con nuovi disegni. Uso cose usate. Nuova vita. E investo questo posto con fiumi di parole. Uno tsunami verbale.
E poi non amo tenermi le "creazioni".
Ma poi... questa è CASA MIA E FACCIO COME CAZZO MI PARE. L'ho già detto!
Io da piccola non parlavo. Ho iniziato tardi... non avevo nulla da dire. Sapevo leggere e scrivere. Ma non parlavo. E vai... con visite... medici generici... neurologi... psicologi.
Sua figlia sta bene. E' normale. Forse è autistica, ma non da segni di autismo. Sua figlia NON vuole parlare.
Veramente qualcosa lo dicevo. Mia madre mi ricorda che dicevo sempre "puapua" lo ha interpretato come "papà", io credo che fosse: puah puah! Come a dire... CHE SCHIFO.
Finchè un giorno ho messo i puntini sulle i con un vicino... Mi storpi il nome io non mi chiamo così. Pignola già da piccola. ho scatenato risate generali per una settimana. Guitta già da piccola.
Ora mi guadagno "il pane" facendo la guitta.
Che poi... Pignola... mah!
Qui è tutto in disordine, in questa stanza senza finestre. Cripta per scelta. Ci sono macchie di colore ovunque. Disordine. Pacchetti di sigarette vuoti. Posaceneri pieni. Non ho voglia di riordinare. Scarpe calzini e vestiti ovunque. Però fuori dalla stanza ho la sindrome della massaia. Lustro. Ordine.
Mi addormento vestita. Indugio parecchio prima di cambiarmi. Solo perchè devo lavorare lo faccio... altrimenti son sicura che rimarrei così. Sempre...
Continuano a prudermi le mani.
Mio nonno avrebbe detto... denari o notizie.
Io credo che qualcosa voglia uscire.
...
'notte.
Me le gratto. Non passa. Più rimango in casa. Più la mente viaggia. Mondi che si accavallano. E non sono abbastanza veloce per fermarli con la penna o la matita.
Esci.
Eppure ieri sono uscita. Cinema. Film di merda. Compagnia ottima. Ma... non vedo l'ora di tornare a casa. Per fermare qualcosa sulla carta.
Ho bisogno di un mecenate. Non ho abbastanza soldi per comprare tutto il materiale che vorrei. Mi arrangio. Copro tele vecchie, con vecchi disegni, con nuovi disegni. Uso cose usate. Nuova vita. E investo questo posto con fiumi di parole. Uno tsunami verbale.
E poi non amo tenermi le "creazioni".
Ma poi... questa è CASA MIA E FACCIO COME CAZZO MI PARE. L'ho già detto!
Io da piccola non parlavo. Ho iniziato tardi... non avevo nulla da dire. Sapevo leggere e scrivere. Ma non parlavo. E vai... con visite... medici generici... neurologi... psicologi.
Sua figlia sta bene. E' normale. Forse è autistica, ma non da segni di autismo. Sua figlia NON vuole parlare.
Veramente qualcosa lo dicevo. Mia madre mi ricorda che dicevo sempre "puapua" lo ha interpretato come "papà", io credo che fosse: puah puah! Come a dire... CHE SCHIFO.
Finchè un giorno ho messo i puntini sulle i con un vicino... Mi storpi il nome io non mi chiamo così. Pignola già da piccola. ho scatenato risate generali per una settimana. Guitta già da piccola.
Ora mi guadagno "il pane" facendo la guitta.
Che poi... Pignola... mah!
Qui è tutto in disordine, in questa stanza senza finestre. Cripta per scelta. Ci sono macchie di colore ovunque. Disordine. Pacchetti di sigarette vuoti. Posaceneri pieni. Non ho voglia di riordinare. Scarpe calzini e vestiti ovunque. Però fuori dalla stanza ho la sindrome della massaia. Lustro. Ordine.
Mi addormento vestita. Indugio parecchio prima di cambiarmi. Solo perchè devo lavorare lo faccio... altrimenti son sicura che rimarrei così. Sempre...
Continuano a prudermi le mani.
Mio nonno avrebbe detto... denari o notizie.
Io credo che qualcosa voglia uscire.
...
'notte.
La rabbia e la consapevolezza...
Caro Anonimo\a... che te possino! Io ci ho pensato alla rabbia.
Io sono rabbiosa. E so pure il perchè e verso chi. Sono consapevole di ogni mio singolo problema. Mi serve a poco però... perchè scindo mente e corpo. Nella mia testa so perchè. Ma non riesco ad attuare un cambiamento, perchè non riesco a riversare il cambiameno sul mio corpo.
La nostra civiltà ci dice che mente e corpo sono due entità divise.
Mente. Sapendo di mentire. E siam tutti nevrotici, chi più che meno.
Con alcune nevrosi ci si convive, piccole manie... niente di che... son brutte quando ci impediscono di vivere come vogliamo o peggio facciam del male a chi ci circonda.
Io ci ho la rabbia. E so pure verso chi. Solo che non lo dico ad alta voce. Ho paura che ammettendolo ad alta voce... proprio in senso fisico, questa si scateni e io non riesca più a controllarla. E' tutta dentro. E ti dico pure dove. Stomaco e basso ventre. Quando ci penso io sento che mi sale da lì.
Allora mi incazzo verso altro. Io non so se tu hai mai visto "pazzi da slegare", però ecco io sono come Angelo. Mi incazzo per la politica, per la società e tutta una serie di cose. Mi informo. Tanto. La mia logica è ferrea e se prendo a cuore qualcosa, so tutto quel che ci è dato sapere, e con la deduzione arrivo ad altro. Penso, mi incazzo e agisco. Qualche volta ho fatto pure qualcosa di buono.
Convoglio la rabbia verso altre fonti. Ma riesco a sfogare in minima parte la mia.
Insomma la mia rabbia di superficie è solo un modo per non affrontare il mio reale problema.
Buffo no?
Ipocrita direi.
Ci ho un sacco di miserie.
E... come diceva il buon Dostoevskij, la consapevolezza, signori miei, è un autentica, assoluta, malattia.
E ci ho il corpo spezzato in tre pezzi.
La mente, la parte superiore, la parte inferiore.
E litigano tra loro.
E non è che io mi trovo in mezzo.
Io sono questo.
E ora per citare il buon Faber...
... adesso è tardi, adesso torno al lavoro ...
Io sono rabbiosa. E so pure il perchè e verso chi. Sono consapevole di ogni mio singolo problema. Mi serve a poco però... perchè scindo mente e corpo. Nella mia testa so perchè. Ma non riesco ad attuare un cambiamento, perchè non riesco a riversare il cambiameno sul mio corpo.
La nostra civiltà ci dice che mente e corpo sono due entità divise.
Mente. Sapendo di mentire. E siam tutti nevrotici, chi più che meno.
Con alcune nevrosi ci si convive, piccole manie... niente di che... son brutte quando ci impediscono di vivere come vogliamo o peggio facciam del male a chi ci circonda.
Io ci ho la rabbia. E so pure verso chi. Solo che non lo dico ad alta voce. Ho paura che ammettendolo ad alta voce... proprio in senso fisico, questa si scateni e io non riesca più a controllarla. E' tutta dentro. E ti dico pure dove. Stomaco e basso ventre. Quando ci penso io sento che mi sale da lì.
Allora mi incazzo verso altro. Io non so se tu hai mai visto "pazzi da slegare", però ecco io sono come Angelo. Mi incazzo per la politica, per la società e tutta una serie di cose. Mi informo. Tanto. La mia logica è ferrea e se prendo a cuore qualcosa, so tutto quel che ci è dato sapere, e con la deduzione arrivo ad altro. Penso, mi incazzo e agisco. Qualche volta ho fatto pure qualcosa di buono.
Convoglio la rabbia verso altre fonti. Ma riesco a sfogare in minima parte la mia.
Insomma la mia rabbia di superficie è solo un modo per non affrontare il mio reale problema.
Buffo no?
Ipocrita direi.
Ci ho un sacco di miserie.
E... come diceva il buon Dostoevskij, la consapevolezza, signori miei, è un autentica, assoluta, malattia.
E ci ho il corpo spezzato in tre pezzi.
La mente, la parte superiore, la parte inferiore.
E litigano tra loro.
E non è che io mi trovo in mezzo.
Io sono questo.
E ora per citare il buon Faber...
... adesso è tardi, adesso torno al lavoro ...
domenica 13 maggio 2007
Se...
... dovessi dar retta a tutto quello che mi dice la testa, non dormirei più.
Non che io dorma molto... ma dovrei rinunciare pure a quelle quattro ore notturne di cruciverba.
E... ultimante non scrivo... ma sparo sentenze.
AMEN!
Non che io dorma molto... ma dovrei rinunciare pure a quelle quattro ore notturne di cruciverba.
E... ultimante non scrivo... ma sparo sentenze.
AMEN!
sabato 12 maggio 2007
Oggi sono ordinata...
... e ordinaria.
Sto mettendo a posto tutti i film. Che sono incasinatissimi!
E mi son passati tra le mani... delle emerite merdate... ma ceeeerrrrrte chicche!
Il decalogo di Kieslowskij.
10 piccoli capolavori.
Che poi nei film ci è sempre un personaggio che appare per pochi attimi.
Non parla mai.
Lui è lì però.
Kieslowskij stesso non sapeva chi fosse.
Io ci ho una mia teoria.
E' la morte che riporta alla vita. L'altra però.
Ho in testa un racconto sulla morte di Kieslowskij. Ecco il giorno della sua morte. E' il giorno della rivelazione del personaggio.
Lo scriverò.
Prima o poi.
Sto mettendo a posto tutti i film. Che sono incasinatissimi!
E mi son passati tra le mani... delle emerite merdate... ma ceeeerrrrrte chicche!
Il decalogo di Kieslowskij.
10 piccoli capolavori.
Che poi nei film ci è sempre un personaggio che appare per pochi attimi.
Non parla mai.
Lui è lì però.
Kieslowskij stesso non sapeva chi fosse.
Io ci ho una mia teoria.
E' la morte che riporta alla vita. L'altra però.
Ho in testa un racconto sulla morte di Kieslowskij. Ecco il giorno della sua morte. E' il giorno della rivelazione del personaggio.
Lo scriverò.
Prima o poi.
Dormo poco ed esco ancora meno...
Il titolo non c'entra un cazzo... però è vero. Dormo poco ed esco ancora meno.
Io ci ho paura di cadere.
Avete mai provato a cadere?
No, non intendo volontariamente.
Mettete tutto il peso su una gamba sola e, carico, flettete il ginocchio.
L'altro piede è solo poggiato per dare e mantenere l'equilibrio.
Dopo un po' il dolore è talmente forte che si cade.
Si fallisce.
E' il mio più grande fallimento.
La volontà non può tutto, si deve sottostare alle forze naturali. Ovvero la gravità in questo caso.
Io ci ho paura di fallire, di non essere quello che gli altri si aspettano che io sia.
E' votato al fallimento il mio sforzo.
Ognuno è quel che è.
Solo che ora non me lo ricordo più.
Io ci ho paura di cadere.
Avete mai provato a cadere?
No, non intendo volontariamente.
Mettete tutto il peso su una gamba sola e, carico, flettete il ginocchio.
L'altro piede è solo poggiato per dare e mantenere l'equilibrio.
Dopo un po' il dolore è talmente forte che si cade.
Si fallisce.
E' il mio più grande fallimento.
La volontà non può tutto, si deve sottostare alle forze naturali. Ovvero la gravità in questo caso.
Io ci ho paura di fallire, di non essere quello che gli altri si aspettano che io sia.
E' votato al fallimento il mio sforzo.
Ognuno è quel che è.
Solo che ora non me lo ricordo più.
lunedì 7 maggio 2007
Potresti andare a sognare un po' più in là!?!
— Scusa — gli disse una vocina inquietante nell'orecchio — ti dispiacerebbe sognare facendo meno rumore? I tuoi sogni si infiltrano nei miei, e se c'è una cosa che non ho mai mandato giù sono proprio le date. Guglielmo il conquistatore, millesessantasei, ma di più non so, ed è una nozione che baratterei volentieri con un topo ballerino.
(Neil Gaiman)
domenica 6 maggio 2007
Nu è che... Eh? No dico... nu è che... Eh? Dicoooo... nu è! E'... E ch'ho detto io? Nu E'!
No si può riuscire nella vita combattendo se stessi.
Lo sforzo di superare il proprio corpo è votato al fallimento.
Ahimè
Perchè non mi entra in testa? O nel corpo... mah!
Nu è... Eh? Dico dico dico... Nu è che... Eh?
Non c'ho capito un cazzo!
venerdì 4 maggio 2007
mercoledì 2 maggio 2007
L'ultima volta che ho visto i tuoi occhiali...
Sai che la dovresti ascoltare questa canzone?
Te li ricordi i miei occhiali? Mai del tutto puliti... storti... stortati.
Sai che non pensavo mi sarebbe presa così male?
Io... non lo so cosa è successo. Forse è questo che mi fa male. Forse mi piace pensarlo. Chè fa meno male pensare così.
Di sicuro, io mi sono innamorata, ma perchè fa così male?
E' passato un po' dall'ultima volta che ci siamo sentiti... e...
Vedi come ci si mette a volte la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare né di qua né di là. Non ho più notizie di te, né tu di me. Non so se era abitudine, consuetudine, se era dirsi le cose e stare bene. So che era come se fosse stato per sempre.
Ecco io non mi sento nè di qua nè di là... mi piaceva pensare che ogni tanto ti fermavi davanti allo specchio per vedere se te lo facevo un salutino.
Lo sai che ascolto la canzone e piango?
Io... lo sai che pensavo che fosse per sempre?
Ma che vuol dire sempre?
Perchè non ti ho parlato?
Perchè non mi hai parlato?
Ma tu... ci pensi ogni tanto?
Io più di quanto vorrei...
E cosa c’è che non va, cos’è che non torna, cos’è che sta andando via? Secondo me sono gli oggetti che complicano le cose, così inanimati, così fermi eppure piccoli irrinunciabili prolungamenti di noi stessi; se mettessimo in fila i nostri oggetti troveremmo le ore e i minuti di ogni cosa, di quando il tempo era solo davanti.
Cos'è che non è andato?
E quali sono gli oggetti?
Ti ho lasciato bolle e una maglietta... sai che faccio ancora delle cose per te?
Ho un disegno... una scatola con un naso rosso disegnato.
E il tempo... lento... era solo proiettato in avanti. Ed è vero... gli oggetti ci proiettano verso situazioni vissute, almeno per me è così, conto il tempo... penso alla statua e mi vengono in mente giorni, penso al cappello e mi vengono in mente giorni... penso a Twain e di nuovo penso ai giorni...
Ora è dietro, il "davanti" non c'è più.
Ho un cappello, ogni tanto lo guardo.
Sempre più spesso è bagnato.
Sai che... mi dispiace che sia finito l'inverno?
Sto guardando il mio lampadario nuovo ed è come se una luce amica mi sfiorasse; potremmo fare belle cose io e te! Mi viene da pensare, sotto questa luce, mi viene da considerare… Ho comprato un lampadario nuovo talmente bello… Potremmo fare dei bei discorsi io e te, mi viene persino da leggere sotto questa luce, mi viene quasi da riflettere.
Ho comperato una nuova lampada per il mio comodino...
Io i discorsi me li ricordo, non so se erano belli... però mi piacevano. E continuo a pensare che cose belle ne avremmo potute fare.
Mi metto con la faccia sotto la lampada, per vedere se mi abbronzo, ma scotta solo e io penso... il flusso va, senza un senso compiuto, come ora.
Ma vedi come ci si mette la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare ne di qua ne di là.
Essì la mia vita è un certo malvagio scherzo giocatomi da qualcuno.
Una volta mi hai detto che avrei dovuto chiamarti se avessi avuto alcuni pensieri... lo sai chenon l farò, vero?
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
Eran sul tavolo della cucina
Eran nel cielo di una mattina
Eran nel rosso del nostro tramonto
Erano un saldo scambiato per sconto
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
C’erano nuvole fuori quartiere
Eran finiti i posti a sedere
C’era il mercato nel posto sbagliato
E c’era il tuo cuore in pessimo stato
Ma te li ricordi i miei occhiali?
Lo sai che parlano di me... il loro essere storti.
Ti sei mai accorto che io da un occhio non ci vedo?
Hai visto come li tormento con le mani?
E' per questo che non sono mai puliti.
Sarà la decima volta di fila che ascolto questa canzone...
C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
C’è una stazione in mezzo alla neve
C’è un treno che passa e si ferma al confine
C’è un doganiere che segue il suo cane
Il treno... ci legava... treni che vanno, che arrivano, treni attesi, treni persi...
Sai che qualche volta sono andata a sedermi alla stazione, proprio su quella panchina dove abbiamo atteso il tuo?
Così per non recidere il legame... e mi chiedo, mi chiedevo... cos'è successo?
Mi chiedo, perchè non ho parlato?
Un po' perchè ho avuto sempre un certo timore di te... o il timore di scoprire che tutto il legame era solo nella mia testa.
E lo sai... che non so rispondermi?
E mi "ingobbisco", come se sulle spalle il peso della mia testa si facesse sempre più pesante.
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
Erano sporchi di carta carbone
Era un ricordo di un’altra stagione
C’erano idee di ogni ordine e razza
Che stavano immobili in mezzo alla piazza
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
C’erano stelle senza cadere
C’era un passaggio di nuvole nere
C’era il mercato nel posto sbagliato
E c’era il mio cuore in pessimo stato
C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
C’è una stazione in mezzo alla neve
C’è un treno che passa e si ferma al confine
C’è un doganiere che segue il suo cane
C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
C’è una stazione in mezzo alla neve
C’è un treno che passa e si ferma al confine
C’è un doganiere che bacia il suo cane
L'ultima volta che ci siamo visti, si era passato il confine, all'andata e poi al ritorno.
E' che... le persone hanno stima di me, non so perchè, c'è chi dice che io sia una bella persona.
Non sono nè bella nè brutta.
Mi spiego, hai mai letto Veronesi? C'è un suo libro... "Gli sfiorati" il protagonista è uno studioso della grafia... (perdonami ma non mi viene il termine) la coprotagonista è la sua sorellastra.
Studia la grafia di lei, e trova un "nuovo tratto" lo chiama schiumevolezza, non lo aveva mai visto, perchè non esprime nessuna personalità, ma solo l'adattamento della personalità in base a chi hai di fronte.
Tutto questo per dire, che vivo per non tradire le aspettative che le persone hanno su di me, ma tanto prima o poi le tradisco, è inumano vivere così.
E poi... io... mi tradisco sempre.
Vedi come ci si mette a volte la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare nè di qua nè di là.
O così almeno mi sembra che sia.
Io non sono nè di qua nè di là.
Ed è.
Passa il tempo
Il tempo passa, però non mi pento di nulla. Anche se, come dice il mio amico, mi si legge rassegnazione negli occhi.
Io ci ho gli occhi sempre stanchi.
E' che uno perde tempo a spiegarsi e giustificarsi con se stesso e con gli altri.
Ma si è tarati per commettere, SEMPRE, gli stessi errori.
E' una perdita di tempo.
Una caduta prepara per la prossima caduta.
E' matematico.
Vorrei riuscire a trovare qualcuno che non si mai scottato due volte con lo stesso liquido bollente.
Io ci ho gli occhi sempre stanchi.
E' che uno perde tempo a spiegarsi e giustificarsi con se stesso e con gli altri.
Ma si è tarati per commettere, SEMPRE, gli stessi errori.
E' una perdita di tempo.
Una caduta prepara per la prossima caduta.
E' matematico.
Vorrei riuscire a trovare qualcuno che non si mai scottato due volte con lo stesso liquido bollente.
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