mercoledì 2 maggio 2007

L'ultima volta che ho visto i tuoi occhiali...


Sai che la dovresti ascoltare questa canzone?

Te li ricordi i miei occhiali? Mai del tutto puliti... storti... stortati.

Sai che non pensavo mi sarebbe presa così male?

Io... non lo so cosa è successo. Forse è questo che mi fa male. Forse mi piace pensarlo. Chè fa meno male pensare così.

Di sicuro, io mi sono innamorata, ma perchè fa così male?

E' passato un po' dall'ultima volta che ci siamo sentiti... e...

Vedi come ci si mette a volte la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare né di qua né di là. Non ho più notizie di te, né tu di me. Non so se era abitudine, consuetudine, se era dirsi le cose e stare bene. So che era come se fosse stato per sempre.

Ecco io non mi sento nè di qua nè di là... mi piaceva pensare che ogni tanto ti fermavi davanti allo specchio per vedere se te lo facevo un salutino.
Lo sai che ascolto la canzone e piango?
Io... lo sai che pensavo che fosse per sempre?
Ma che vuol dire sempre?
Perchè non ti ho parlato?
Perchè non mi hai parlato?

Ma tu... ci pensi ogni tanto?
Io più di quanto vorrei...

E cosa c’è che non va, cos’è che non torna, cos’è che sta andando via? Secondo me sono gli oggetti che complicano le cose, così inanimati, così fermi eppure piccoli irrinunciabili prolungamenti di noi stessi; se mettessimo in fila i nostri oggetti troveremmo le ore e i minuti di ogni cosa, di quando il tempo era solo davanti.

Cos'è che non è andato?
E quali sono gli oggetti?
Ti ho lasciato bolle e una maglietta... sai che faccio ancora delle cose per te?
Ho un disegno... una scatola con un naso rosso disegnato.
E il tempo... lento... era solo proiettato in avanti. Ed è vero... gli oggetti ci proiettano verso situazioni vissute, almeno per me è così, conto il tempo... penso alla statua e mi vengono in mente giorni, penso al cappello e mi vengono in mente giorni... penso a Twain e di nuovo penso ai giorni...
Ora è dietro, il "davanti" non c'è più.

Ho un cappello, ogni tanto lo guardo.
Sempre più spesso è bagnato.
Sai che... mi dispiace che sia finito l'inverno?

Sto guardando il mio lampadario nuovo ed è come se una luce amica mi sfiorasse; potremmo fare belle cose io e te! Mi viene da pensare, sotto questa luce, mi viene da considerare… Ho comprato un lampadario nuovo talmente bello… Potremmo fare dei bei discorsi io e te, mi viene persino da leggere sotto questa luce, mi viene quasi da riflettere.

Ho comperato una nuova lampada per il mio comodino...
Io i discorsi me li ricordo, non so se erano belli... però mi piacevano. E continuo a pensare che cose belle ne avremmo potute fare.
Mi metto con la faccia sotto la lampada, per vedere se mi abbronzo, ma scotta solo e io penso... il flusso va, senza un senso compiuto, come ora.

Ma vedi come ci si mette la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare ne di qua ne di là.

Essì la mia vita è un certo malvagio scherzo giocatomi da qualcuno.
Una volta mi hai detto che avrei dovuto chiamarti se avessi avuto alcuni pensieri... lo sai chenon l farò, vero?

L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
Eran sul tavolo della cucina
Eran nel cielo di una mattina
Eran nel rosso del nostro tramonto
Erano un saldo scambiato per sconto

L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
C’erano nuvole fuori quartiere
Eran finiti i posti a sedere
C’era il mercato nel posto sbagliato
E c’era il tuo cuore in pessimo stato

Ma te li ricordi i miei occhiali?
Lo sai che parlano di me... il loro essere storti.
Ti sei mai accorto che io da un occhio non ci vedo?
Hai visto come li tormento con le mani?
E' per questo che non sono mai puliti.

Sarà la decima volta di fila che ascolto questa canzone...

C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
C’è una stazione in mezzo alla neve
C’è un treno che passa e si ferma al confine
C’è un doganiere che segue il suo cane

Il treno... ci legava... treni che vanno, che arrivano, treni attesi, treni persi...
Sai che qualche volta sono andata a sedermi alla stazione, proprio su quella panchina dove abbiamo atteso il tuo?
Così per non recidere il legame... e mi chiedo, mi chiedevo... cos'è successo?
Mi chiedo, perchè non ho parlato?
Un po' perchè ho avuto sempre un certo timore di te... o il timore di scoprire che tutto il legame era solo nella mia testa.
E lo sai... che non so rispondermi?

E mi "ingobbisco", come se sulle spalle il peso della mia testa si facesse sempre più pesante.

L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
Erano sporchi di carta carbone
Era un ricordo di un’altra stagione
C’erano idee di ogni ordine e razza
Che stavano immobili in mezzo alla piazza
L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
C’erano stelle senza cadere
C’era un passaggio di nuvole nere
C’era il mercato nel posto sbagliato
E c’era il mio cuore in pessimo stato
C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
C’è una stazione in mezzo alla neve
C’è un treno che passa e si ferma al confine
C’è un doganiere che segue il suo cane
C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
C’è una stazione in mezzo alla neve
C’è un treno che passa e si ferma al confine
C’è un doganiere che bacia il suo cane

L'ultima volta che ci siamo visti, si era passato il confine, all'andata e poi al ritorno.
E' che... le persone hanno stima di me, non so perchè, c'è chi dice che io sia una bella persona.
Non sono nè bella nè brutta.
Mi spiego, hai mai letto Veronesi? C'è un suo libro... "Gli sfiorati" il protagonista è uno studioso della grafia... (perdonami ma non mi viene il termine) la coprotagonista è la sua sorellastra.
Studia la grafia di lei, e trova un "nuovo tratto" lo chiama schiumevolezza, non lo aveva mai visto, perchè non esprime nessuna personalità, ma solo l'adattamento della personalità in base a chi hai di fronte.

Tutto questo per dire, che vivo per non tradire le aspettative che le persone hanno su di me, ma tanto prima o poi le tradisco, è inumano vivere così.

E poi... io... mi tradisco sempre.

Vedi come ci si mette a volte la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare nè di qua nè di là.
O così almeno mi sembra che sia.
Io non sono nè di qua nè di là.
Ed è.






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